Lezione del 21 gennaio 2002

Prof. Jean SALEM (11.30 – Aula T20)

"L’anima materiale negli atomisti antichi (Democrito, Epicuro, Lucrezio)"

Abstact

Quella che gli atomisti antichi chiamano anima, in verità non è nient’altro che un corpo particolare costituito di atomi grazie ai quali il corpo, nel suo insieme, può sentire, muoversi e vivere. L’essere vivente, in altre parole, è costituito da due corpi, due categorie di atomi, dei quali gli uni svolgono un ruolo esclusivamente somatico mentre gli altri, per via di un privilegio legato essenzialmente alla loro forma, sono i puntelli delle funzioni psichiche di cui godono, più o meno, tutti gli esseri animati : sensibilità, motilità, e pensiero. Se è vero che l’anima è diffusa nell’insieme del corpo - crede di poter obiettare Aristotele -, allora "due corpi occuperanno necessariamente lo stesso luogo, dal momento che l’anima è un corpo" (De Anima, I, 5, 409 a 31 - b 4). Ma Democrito avrebbe probabilmente opposto a questa presunta difficoltà, come più tardi farà Epicuro, il fatto che "vaneggiano perciò quelli che sostengono l’anima essere qualcosa di incorporeo" (Epistola I a Erodoto, § 67).

"Fra gli atomi, quelli che hanno una forma sferica costituiscono l’anima", leggiamo nel De anima  (I, 2, 404 a 6-8), perché le figure di questo genere sono le più adatte a penetrare attraverso ogni cosa e a muovere il resto, dato che sono esse stesse in movimento". Il testo di Aristotele lascia dunque intendere che gli atomi dell’anima sono in grado d’infilarsi, di incunearsi, di penetrare ovunque. In tal modo, il movimento di atomi piccoli, levigati, sferici e perciò stesso impossibilitati a lasciare una presa ad alcunché in grado di frenarli, sembra aver costituito la prima caratteristica della vita secondo Leucippo e Democrito.

Infatti, è proprio questa formidabile agitazione che conferisce agli atomi mentali un grado estremo di calore : al punto che Leucippo insegnava, secondo la testimonianza di Aezio, che "l’anima è fatta di fuoco". Democrito, ci riferisce sempre Aristotele, "dichiara che l’[anima] è una specie di fuoco ed è calda" (Diels 67 A 28).

I movimenti del noûs (intelletto) sono sorretti dalla respirazione. L’uomo democriteo, si è potuto scrivere, pensa come respira. In effetti, esiste nell’aria un gran numero di questi corpuscoli che Democrito chiama spirito e anima. Quando respiriamo e l’aria penetra in noi, questi corpuscoli preservano in noi il calore vitale. Gli stessi corpuscoli dispensano non solo il calore, garantendo la vita, ma anche una luminosità impercettibile ai sensi, - luminosità che produce il pensiero. Infatti, la verità scientifica sembra avere legami molto stretti con la luce. Come le particelle di polvere non diventano visibili al senso esterno della vista se non a condizione che un raggio di luce solare infranga la penombra o l’oscurità, così gli atomi non diventano visibili se non nel momento in cui viene in soccorso la conoscenza intellettuale.

Vedremo che è possibile capire meglio ciò che hanno sostenuto Epicuro (Epistola I a Erodoto, §§ 63-68) e Lucrezio (De rerum natura, libro III) sull’anima materiale se ci si riferisce a queste tesi maestre della psicologia democritea.

 

 

Riferimenti bibliografici –  "L'âme matérielle chez les anciens atomistes"

• Ie Partie - DEMOCRITE

PRESENTATION

— Diels-Kranz Leucippe A 6 (= Aristote, Métaphysique, A, IV, 985 b 4 sq.) :

les différences phénoménales se ramènent à des différences de forme, d'ordre

et de position des atomes.

— Diels-Kranz Empédocle A 43, Anaxagore A 1 & Leucippe A 19 : chez ces trois

auteurs, la réalité est conçue comme un mur fait de briques, comparée à l'or

(qui est composé de paillettes), etc.

 

SUR 3 'POINTS D'APPLICATION' DE LA THEORIE DEMOCRITEENNE DE L'AME

Psychologie de Démocrite

Principales références dans Diels-Kranz —> Leucippe A 28 (les sphéroïdes) ;

Démocrite A 135 & A 102 (l'âme est une sorte de feu) ; Démocrite A 105

(l'encéphale) ; Aristote, Parva naturalia (le rôle vital de la respiration)

; Démocrite B 1 (la mort est un processus).

Médecine

Nombreuses thèses communes à Démocrite (B 124, A 143, etc.) et au groupe que

constituent les 3 traités hippocratiques : De la Génération, De la Nature de

l'enfant, Maladies IV.

Ethique

Démocrite B 191.

 

 

• IIe Partie - EPICURE

PRESENTATION

La construction du chant III du poème De lla nature :

1°/ L'âme est matérielle (vers) ; 2°/ Elle est mortelle (vers) ; 3°/ Il n'y

a donc pas lieu de craindre la mort (vers 830 à ).

 

SUR 1 'POINT D'APPLICATION' DE LA THEORIE EPICURIENNE DE L'AME

Psychologie de Démocrite Le Peri Parrhesias (Sur la liberté de parole) de

l'épicurien Philodème

La philosophie comme médecine de l'âme, i. e. comme psychiatrie.

 

 

• IIIe Partie - LUCRECE

PRESENTATION

— La structure du Chant III du poème De la nature : 1°/ L'âme est

matérielle (vers 94-416) ; donc elle est mortelle (III, 417-829) ; il n'y a

donc pas lieu de craindre la mort (III, 830-1094).

— Le clinamen atomique, fondement de la liberté (II, 216-293).

Sans clinamen, la nature n'aurait rien créé.

Sans clinamen, la liberté serait impensable.

 

SUR 3 'POINTS D'APPLICATION' DE LA THEORIE EPICURIENNE DE L'AME DANS LE DE

RERUM NATURA

Théorie de la connaissance

De la nature, IV, 26-822.

L'anthropologie lucrétienne

De la nature, V, 771-1457.

La critique de l'amour-passion

De la nature, IV, 1058-1287.