Callimaco. Prologo degli Aitia.
(adattato da Giovan Battista D’Alessio (ed., comm.). Callimaco. Vol. 1: Inni, Epigrammi, Ecale. Vol. 2: Aitia, Giambi e altri frammenti. Milano: BUR)
(1) Contro i Telchini.
Callim. fr. 1 vv. 1-5 Pf.
[Da ogni dove] i Telchini gracidano contro il mio canto,
ignari della Musa, cui non nacquero cari,
perché non un unico poema continuo ho concluso
o i re in molte migliaia di versi [celebrando],
[o gli antichi] eroi, ma per breve tratto [volgo] il mio carme,
come un bambino, e ho non pochi decenni.

vv. 17-30 Pf.
Andate in malora, progenie di Malocchio funesta: da ora con l’arte
la poesia [giudicate], e non con lo scheno persiano.
E non chiedete a me che un canto di grande fragore
produca. Tuonare non è compito mio, ma di Zeus!
Perché quando in principio la tavoletta posai
sulle ginocchia, così a me disse Apollo Licio:
“(…) cantore [amatissimo], quanto più pingue la vittima
[alleva], ma, o amico, la Musa sottile!
[Ed inoltre] anche questo [ti] ordino: dove non passano i carri pesanti
là cammina. Che non dietro le impronte degli altri
[tu spinga il tuo cocchio,] né per via larga, ma per sentieri
[non calpestat]i, pur se guiderai per strada più angusta”.
[A lui ho ubbidito]: tra quelli cantiamo che il suono acuto
[della cicala] amano e nondegli asini il grido.

(2) Il sogno.
Secondo l’anonimo epigramma AP 7.42 Call. sarebbe stato portato in sogno dalla Libia fin sull’Hélikon, dove avrebbe interrogato le Muse sugli uomini e sugli dèi.
Dagli scolii fiorentini 18 sappiamo che questo ebbe luogo “quando al poeta era appena spunatta la peluria sulla guancia”, ad un’età molto lontana da quella che mostra nell’Invettiva.
L’iniziazione poetica, come suggeriscono le rielaborazioni latine, poteva essere connessa all’acqua delle Muse. Non è chiaro se alla fonte Aganippe (che era comunque nominata: una fonte presso la valle delle Muse sull’Hélikon: Call. a quanto pare la definiva figlia del fiume beota Permesso), o, come Esiodo, alle Hippokréne. Meno probabile che Call. identificasse le due fonti.
fr. 2 Pf.
quando, mentre pasceva gli armenti presso la traccia del veloce cavallo,
al pastore Esiodo venne incontro delle Muse lo sciame
[3] [disse] a lui del Caos la genesi (…) [4] [e disse]
presso l’acqua del calcagno (…)
come facendo del male ad un altro ciascuno al suo cuore lo faccia
[6] (…) vivere degno (…) [7] tutti te (…) [8] fare facil-(…)