Esiodo, Theog. 1-8, 22-34.
Cominciamo il nostro canto dalle Muse Heliconie, che abitano la grande e sacra montagna dellHélicon, e là danzano coi piedi delicati presso lacqua color di viola della fonte, e presso laltare del potente figlio di Krónos; e quindi, dopo aver lavato il loro corpo soave nelle acque del Perméssos o di Hippokréne (sorgente del Cavallo), o del sacro Olméios, e sugli alti luoghi dellHélikon son solite intrecciare le loro danze, che sono belle e affascinanti, guizzando con gli agili piedi.
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E furono loro che una volta insegnarono a Esìodo uno splendido canto, mentre lui pascolava i suoi agnelli ai piedi del sacro Hélikon, e queste furono le prime parole tra tutte quelle che le dee mi rivolsero, le Muse di Olympia, figlie di Zeus dellègida: O pastori che abitate i campi, triste oggetto di vituperio, nientaltro che ventri, noi sappiamo come dire molte cose false simili al vero, ma noi sappiamo anche come dire la verità quando lo vogliamo.
Così esse parlarono, queste signore delle parole, figlie del grande Zeus, e come scettro mi diedero uno splendido ramo, staccandolo da un alloro rigoglioso; ispirarono in me una voce divina, perché io cantassi le cose che saranno e le cose che furono. Esse mi ordinarono di celebrare la stirpe degli immortali sempiterni, e di cantarli sempre, allinizio e alla fine dei miei canti.