Hom. Od. 11.601 ss. (trad. Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi: Torino (Einaudi Tascabili, 1)).
E poi conobbi la grande forza dHerakles,
ma la parvenza (éidolon) sola: lui tra i numi immortali
gode il banchetto, possiede Hebe caviglia bella,
figlia del gran Zeus e dHera sandali doro.
Intorno a lui stridio di morti come duccelli
dappertutto fuggenti; simile a notte buia,
nudo larco teneva e il dardo sul nervo,
terribilmente girando gli occhi, sempre pronto a scoccare;
pauroso intorno al petto, a regger la spada,
scendeva un balteo doro, doveran scolpite gesta tremende:
orsi selvaggi e cinghiali, leoni occhi di bragia,
e mischie e battaglie e massacri deroi.
Nemmeno con tutta larte potrebbe rifarne uno simile
chi lavorò con la sua arte quel balteo.
Mi riconobbe subito, appena mi vide con gli occhi,
e gemendo parole fugaci diceva