Hom. Od. 11.235-59: la storia di Tyro e Poseidon
(trad. di Rosa Calzecchi Onesti, Torino: Einaudi):

(Tyro è la prima delle donne che Odisseo incontra nell’Ade, e che vengono elencate in un catalogo. Il libro 11 dell’Odissea fa sempre parte dei racconti che Odisseo fa ai Feaci.)

Allora per prima Tyro vidi, figlia di nobile padre,
che disse d’essere figlia di Salmonèo glorioso,
e d’esser la sposa di Krethèos, figlio di Eolo.
Essa d’un fiume si innamorò, l’Enipèo divino,
il più bello dei fiumi che van sulla terra;
e spesso dell’Enipèo veniva sulle belle correnti.
Ma, il fiume sembrando, l’Ennosigèo che cinge la terra (=Poseidon)
si stese con le sulla foce del fiume ricco di vortici;
e spumeggiante un’onda si alzò, come un monte,
a volta, a nascondere il dio e la donna mortale.
Le sciolse il dio la cintura virginea, sonno le infuse.
Poi quando ebbe compiuta l’opera dell’amore,
le prese la mano, le disse parola, diceva:
“Godi, o donna, di questo amore: al compirsi d’un anno
partorirai splendidi figli, ché mai vano è il letto
degli immortali: e tu curali e nutrili.
Ora ritorna a casa, e taci, non nominarmi:
per te soltanto io son Poseidone Enosictono!”
detto così sotto il mare spumeggiante s’immerse.
E lei, venuto il suo tempo, Pélia partorì, e Neléo,
e servitori gagliardi del grande Zeus diventarono
entrambi; Pélia Iaolco larga contrada
abitava, ricco di greggi, l’altro il Pylos sabbioso.
Poi altri figli a Krethéos partorì la donna regale,
Èsone e Ferète e Amitàone violento a cavallo.