III DECLINAZIONE
2 gruppi principali:
(1) temi in consonante: tipo rex < *reg-s (1.1) in occlusiva:
labiale p b
gutturale c g
dentale d t
(1.2) in liquida l r
(1.3) in nasale m n
(1.4) in sibilante s
(2) temi in -i-: (2.1) temi in -i- propriamente detti
classi-s
securi-s
(2.2) temi misti: tipo che ha perduto la vocale breve al nom. sing.
mens < *mentis
Ma:
(i) azioni analogiche e fonetiche di ogni tipo hanno turbato lo stato antico.
(ii) inoltre le due flessioni (temi in cons. e temi in -i-) hanno interagito luna con laltra: ne è risultata una declinazione mista.
schema originario
delle flessioni consonantica e in -i-
tema consonantico tema in -i-
nom.voc.
rex < *reg-s puppi-sgen.
reg-is < *reg-es puppi-s <puppeisdat.
reg-i < *reg-ei puppi <puppei <*puppei-ei?acc.
reg-em puppi-mabl.-str.
reg-e puppi-dloc.
*reg-i > reg-e puppi <puppei <*puppei-in.-v.
*reg-es > reges puppes <*puppei-esgen.
*reg-om > regum *puppi-om > puppiumdat.-abl.
*reg-(i)-bhos > regibus *puppi-bhos> puppibusacc.
reg-ens > reges *puppi-ns > puppisQuesta era la situazione originaria.
Ma nel corso dellevoluzione del latino:
finale -im > -em
-salvo alcune parole tecniche, o dove il tema terminava con una -i- lunga originaria (per es. vis).
-d finale dellabl.: caduta.
analogia di regem, turrem: ha fatto sì che la forma dellabl. puppi fosse eliminata a favore di puppe.
Inoltre alcuni temi in -i- avevano perduto la i al nominativo; per es. mens, urbs: quindi sempre più il sing. dei temi in -i- tendeva a confondersi con quello dei temi in consonanti.
Al plurale:
lacc. per analogia col nom. da puppis > puppes. Il passaggio inizia nelletà repubblicana ed è ormai un fatto compiuto al tempo di Quintiliano.
Alla fine:
lunica distinzione si ha al gen. plur.: -um (cons.) / -ium (in -i-).
Ma anche qui ci sono stati rimescolamenti:
(1) vi sono temi in cons. con gen. plur. in -ium: per es. participi pres. (con qualche sopravvivenza isolata: per es. parentum, animantum).
(2) vi sono temi in -i- con due genitivi: per es. api: apium e apum.
Si aggiunga che certe parole potevano avere due temi: uno in cons., uno in -i-. Per es. civitas: civitat- / civitati-.
1. temi consonantici
1.1. temi in occlusiva
gutturale labiale dentale
neutro
nom.-voc.
dux <*duc-s princep-s pe-s <*ped-s caputgen.
duc-is princip-is ped-is capit-isdat.
duc-i princip-i ped-i capit-iacc.
duc-em princip-em ped-em caputabl.
duc-e princip-e ped-e capit-en.-acc.-v.
duc-es princip-es ped-es capit-agen.
duc-um princip-um ped-um capit-umdat.-abl.
duc-ibus princip-ibus ped-ibus capit-ibus----------------------------------singolare----------------------------
nom.
masch.-femm.: des. -s:
vox < *voc-s, lex < *leg-s
Le dentali d e t si assimilano alla -s della des. (-d-s > -s-s, -t-s > -s-s) e la geminata -ss si semplifica in finale di parola:
*ped-s > *pess > pes
*milet-s > *miless > *miles
Alcuni nomi di questa categoria hanno una vocale lunga al nom. sing. che alterna con una breve negli altri casi:
paries: parietis
abies: abietis
aries: arietis
Ma solitamente la quantità è la stessa.
nom.-acc. neutro: assenza di des. (o des. zero):
Neutri come lac lactis, cor cordis hanno perso la dentale finale al nom.-acc.
cor < *cord
lac < *lact
Negli aggettivi la -s del maschile si è estesa al neutro: per es. duplex argumentum ("argomento duplice"); proelium anceps ("battaglia dallesito incerto").
-----------------------------------------------------------------------------
N.B.: le osservazioni relative agli altri casi sono uguali per tutti i temi in consonante (occlusiva, liquida, nasale, sibilante)
-----------------------------------------------------------------------------
gen. des. -is che rappresenta un antico *-es.
attenzione allapofonia:
miles: militis
auspex: auspicis
auceps: aucupis
lapofonia non è operante per analogia con nom. in parole come:
seges: segetis.
-----------------------------------------------------------------------------
dat. des. -i da un dittongo *-ei:
*-ei > -e > -i
-e: stadio intermedio, che si ritrova in formule fissate dalluso: iure civili studere; duomvir iure dicundo; lex opere faciundo.
-----------------------------------------------------------------------------
ACC. des. -em < -m sonante
-----------------------------------------------------------------------------
ABL. des. -e
----------------------------------plurale-------------------------------
NOM.-ACC.
masch.-femm. des. -es
La confusione nom.-acc.: è un fatto compiuto in epoca storica.
Solo la comparazione linguistica può rivelare che originariamente cerano due desinenze distinte:
nom. pl.: *-es breve
-sostituita ovunque da -es lunga che è tratta dai temi in -i
acc. pl.: -es < *-ens <*-ns (n sonante)
neutro: des. -a
-----------------------------------------------------------------------------
GEN. des. -um < *-om
-----------------------------------------------------------------------------
dat.-abl. des. -(i)-bus < *-bos < *-bhos
La des. originaria sarebbe stata -bus; ma laggiunta di una des. come -bus a un tema in cons. causava difficoltà. Quindi nella declinazione è stata presa dai temi in -i- la vocale di legamento -i-; quindi è come se la des. fosse -ibus.
1.2. temi in liquida
in -r- in -l- neutro -r-
nom.-voc.
soror pater exul marmorgen.
soror-is patr-is exul-is marmor-isdat.
soror-i patr-i exul-i marmor-iacc.
soror-em patr-em exul-em marmorabl.
soror-e patr-e exul-e marmor-en.-acc.-v.
soror-es patr-es exul-es marmor-agen.
soror-um patr-um exul-um marmor-umdat.-abl.
soror-ibus patr-ibus exul-ibus marmor-ibustemi in -r-: perlopiù (a) nomi di parentela; (b) nomi dagente in -tor.
----------------------------------singolare----------------------------
NOM.
masch.-femm.: des. assente; nom. caratterizzato originariamente dallallungamento della vocale finale del tema:
*soror *pater *auctor
Ma in epoca classica ogni vocale finale seguita da cons. diversa da -s si è abbreviata, e quindi:
*soror > soror
*pater > pater
*auctor > auctor
Nondimeno la lunga si è conservata nei monosillabi come:
fur furis
sol solis
temi in liquida:
ALTERNANZE DI QUANTITà NOM. / Altri casi
masch.-femm.
I temi masch. e femm. in liquida -l -r presentavano originariamente questa alternanza:
vocale lunga al nom. / vocale breve o zero negli altri casi.
Due possibilità:
(1) In certe parole, la lunga del nom. è stata estesa agli altri casi:
*soror, sororis.
Poi, come si è detto, la voc. lunga al nom. si è abbreviata in sillaba finale:
*soror > soror
Ma si è conservata in sillaba interna:
sororis
Coì, alla fine il nom. si differenzia dagli altri casi con unalternanza che è del tutto opposta allalternanza originaria, e cioè:
vocale breve al nom. / vocale lunga negli altri casi.
(2) In altre parole, la lunga del nom. non si è estesa agli altri casi (che hanno conservato la breve), e quindi (dopo labbreviamento della lunga finale al nom.) è scomparsa la distinzione breve/lunga tra nom./altri casi:
vocale breve al nom. / voc. breve negli altri casi.
Caesar Caesaris
anser anseris ("oca")
augur auguris
memor memoris
polisillabi in -l: exsul exsulis
consul consulis
neutri: a differenza dei masch.-femm. non allungavano la voc. finale al nom., e quindi hanno la breve in tutta la flessione.
-ar -aris nectar nectaris
-er -eris cadaver cadaveris
papaver papaveris
tuber tuberis
uber uberis
-or/ur -oris/uris aequor aequoris
marmor marmoris
ebur eboris
murmur murmuris
solo il monosilabo ver veris ha una lunga (di origine indo-europea).
N.B. far farris < *fars *farsis ("farro")
fel fellis < *fell *fellis ("fiele")
mel mellis < *meli *melis ("miele")
mel: per sincope; mellis: per analogia di fellis.
parole anomale
Alcuni neutri presentano un genitivo (e flessione) anomalo:
iecur (-or) iecinoris (e iecoris)
femur feminis (e femoris)
iter itineris
Si tratta di temi che anticamente presentavano unalternanza -r/n- tra nom./altri casi:
iecur *iecinis
femur feminis
iter *itinis
Lanalogia ha fatto creare delle forme normali:
iecor iecoris
femur femoris
iter iteris
Le forme iecinoris itineris derivano dalla contaminazione di questi due genitivi.
1.3. temi in nasale
neutro
nom.-voc.
praedo homo numengen.
praedon-is homin-is numin-isdat.
praedon-i homin-i numin-iacc.
praedon-em homin-em numenabl.
praedon-e homin-e numin-en.-acc.-v.
praedon-es homin-es numin-agen.
praedon-um homin-um numin-umdat.-abl.
praedon-ibus homin-ibus numin-ibusnom.
masch.-femm. des. zero e allungamento della voc. finale del tema.
*praedon praedonis
Ma dopo una vocale finale lunga la -n manca fin da unepoca anteriore al latino.
La -o lunga finale si è poi abbreviata, dapprima nelle parole giambiche (abbreviamento giambico), poi in epoca imperiale anche in altre parole. ***
neutri: presentano perlopiù il suffisso strumentale -men (<*mn sonante).
ag-men
se-men
nu-men
N.B. il nome maschile sanguis (< *sanguin-s) sanguinis.
temi in nasale:
ALTERNANZE DI QUANTITà NOM. / Altri casi***
(a) alternanza lunga / breve:
homo hominis
cupido cupidinis
(b) alternanza e, o / zero:
pater patris
caro carnis
Hanno il gen. in -onis lungo:
(a) tutti gli astratti femminili come natio nationis e maschili come pugio pugionis.
(b) tutti i maschili, tranne
cardo cardinis
homo hominis
nemo neminis
margo marginis
ordo ordinis
turbo turbinis
Apollo Apollinis.
Quindi, tranne questi nomi, tutti i gen. in -inis breve sono di parole femminili con nominativo in -o lungo come virgo virginis.
1.4. temi in sibilante -s-
neutri
nom.-voc.
cinis honos (honor) tempus genusgen.
ciner-is honor-is tempor-is gener-isdat.
ciner-i honor-i tempor-i gener-iacc.
ciner-em honor-em tempus genusabl.
ciner-e honor-e tempor-e gener-en.-acc.-v.
ciner-es honor-es tempor-a gener-agen.
ciner-um honor-um tempor-um gener-umdat.-abl.
ciner-ibus honor-ibus tempor-ibus gener-ibusLa maggior parte dei temi in -s sono maschili o neutri.
I femminili sono:
arbos arboris
glos gloris ("cognata")
Venus Veneris
Ceres Cereris
Tellus Telluris
cinis talvolta è femminile in poesia.
-----------------------------------------------------------------------------
nom.
masch. des. zero; allungavano la vocale finale:
honos pubes
Lanalogia ha spesso introdotto al nom. una -r derivante dalla flessione (dove, per il rotacismo intervocalico, la -s- intervoc. > -r-), con conseguente abbreviamento della vocale finale (tutte le sillabe finali seguite da cons. diversa da -s- si abbreviano):
honor
Le forme honos e lepos sono comunque frequenti fino allepoca imperiale.
Invece molti altri non hanno nessuna traccia della -s antica:
decor (cf. invece decus)***
amor amoris
Il nom. in -s si è conservato nei monosillabi:
flos floris
glis gliris
mas maris
mos moris
mus muris
E nelle parole seguenti:
Ceres Cereris
pubes puberis
vetus veteris (agg. "vecchio")
neutri: a differenza dei maschili, che allungano la voc. finale, i neutri hanno la finale breve:
-us < -os
Hanno invece la lunga alcuni monosillabi:
rus ruris ("campagna")
e:
ius iuris ("diritto")
ius iuris ("salsa")
pus
crus
os oris ("bocca"
che sono antiche parole-radice senza desinenza e senza suffisso.
I neutri hanno generalmente conservato la -s del tema al nom.:
aes aeris
os oris
corpus corporis
decus decoris
genus generis
Alternanze
lunga / breve:
Ceres Cereris
pubes puberis
arbos arboris
i neutri presentano:
(a) alcuni: alternanza -o/e-
tipo: opus (<*opos) operis
(b) altri: hanno generalizzato il suono o, u del nom.
corpus (*<corpos) corporis
fulgus fulguris
N.B. os, ossis <*oss-
vas, vasis <*vass-
2.1. temi in -i- propriamente detti
nom.
turri-s auri-s cladesgen.
turri-s auri-s cladisdat.
turri auri cladiacc.
turri-m aure-m clademabl.
turri(d) / turr-e aur-e claden.-v.
turr-es aures cladesgen.
turri-um auri-um cladi-umdat.-abl.
turri-bus auri-bus cladi-busacc.
turr-is / turr-es auris / aures cladis / -es
aggettivi neutro
m. f. n.
nom.-voc.
acer acris acre animalgen.
acris animali-sdat.
acri animaliacc.
acrem -em acre animalabl.
acri animalin.-v.
acres -es acria animaliagen.
acrium animaliumdat.-abl.
acribus animalibusacc.
acris -is acria animalia----------------------------------singolare----------------------------
nom.
masch.-femm.:
(a) la maggior parte: uscita in -is breve:
navis
piscis
puppis
fortis (agg.)
gravis (agg.)
(b) alcuni: uscita in -es lunga:
caedes
clades
sedes
verres
Molti di questi nomi in -es lungo hanno un doppione in -is breve più recente e di formazione analogica:
aedes / aedis
fames / famis
(c) altri ancora presentano un nom. sincopato:
trabs (<*trabis) trabis
plebs (<*plebis) plebis
Qualcuno ha persino forme della 5
a declinazione.(d) nei temi in -ri- (come nei temi in -ro- della 2
a decl.): la r ha assorbito la i seguente:*acris > *acrs > acer (tema *acri-)
Così:
linter < *lintri-
imber < *imbri-
Negli aggettivi la lingua ha utilizzato:
acer per il maschile, per influenza del tipo liber pulcher.
acris per il femminile.
(Ma si tratta di una distinzione artificiale: la sola forma fonetica per il nom. masch. e femm. sarebbe acer.)
[= cosiddetti "aggettivi della 2
a classe a tre uscite": acer (m.) acris (f.) acre (n.; vedi sotto)]È comunque una regola (tipo acer masch., tipo acris femm.) non sempre rigidamente seguita: alcuni aggettivi hanno conservato la forma in -is sia per il masch. che per il femm. per es. mediocris.
[= cosiddetti "aggettivi della 2
a classe a due uscite": illustris (m.-f.) illustre (n.; vedi sotto)]neutro: des. zero: quindi -e < -i.
mare < *mari
sedile < *sedili
forte < *forti
acre < *acri
questa -e breve finale è scomparsa nei temi in *-ali, *-ari, con conseguente abbreviamento della a lunga finale: animal animalis, calcar calcaris.
*animali > *animale > *animal > animal
-----------------------------------------------------------------------------
ACC.
-em = evoluzione fonetica di -im
-im = evoluzione fonetica di *-im cioè dei temi in -i- lungo.
ma si trova anche in alcune parole in -i- breve come securis
Ne è derivata molta confusione.
(a) parole con acc. -im costante (tutti femm. tranne Tiberis masch.):
(ad) amussim
furim
cucumin
(ad) fatim
futim
ravim
rumim
sitim
Tiberim
tussim
vim
(b) parole dove -im convive con -em:
clavim
cratim
cutim
febrim
navim (raro)
neptim (raro)
pelvim
piscim (raro)
puppim
restim
securim
sementim
strigilim
turrim
(c) forma -em di rigore:
1) in tutti gli aggettivi:
acrem
celerem
facilem
fortem
2) nei maschili:
funem
hostem
orbem
piscem
testem
3) in tutte le parole il cui nom. è in -es o in -er:
caedem
cladem
lintrem.
-----------------------------------------------------------------------------
ABL. des. primitiva: *-id (analogico di quello in -od dei temi in -o/e-)
la -d finale è caduta
il conseguente abl. in -i si è conservato:
1) in tutti i neutri: dove non poteva subire linfluenza dellacc. in -em.
eccezione: abl. mare solo qualche volta in poesia.
2) in tutti gli aggettivi: tanto in -er che in -is, per differenziare labl. dal nom.-ac. neutro forte acre facile:
forti
acri
facili
3) nelle parole che avevano lacc. in -im: alla compresenza di -im/-em corrisponde quella -i/-e.
Ma: un certo numero di parole che hanno regolarmente lacc. in -em hanno talvolta labl. in -i:
amni / amne
avi / ave
civi / cive
classi / classe
colli / colle
igni / igne
imbri / imbre
orbi / orbe
ungui / ungue
( Queste oscillazione della lingua non sono sottoposte ad alcuna regola.)
----------------------------------plurale-------------------------------
NOM.-ACC.
masch.-femm. in origine, distingue nettamente:
nom. -es < *-ey-es
acc. -is < *-i-ns
Questa distinzione è ben attestata in epoca arcaica, e sopravvive in buona misura nel periodo repubblicano.
Ma linfluenza dellacc. sing. in -em ha contribuito allespansione dellacc. plur. in -es.
neutro: regolarmente in -ia.
--------------------------------------------------------------------------------
GEN. generalmente in -ium.
Le seguenti parole con tema in -i- hanno il gen. plur. in -um:
canis
iuvenis
mensis
vates
Perché? Perché per ognuno di questi nomi esisteva, a fianco del tema in -i-, un tema consonantico più antico, e la -i- sembra unaggiunta recente, limitata al nom., dove serviva ad eliminare forme anomale come *can, *men.
Si aggiunga inoltre il gen. apum da apes, parola di origine sconosciuta.
2.2. temi misti
singolare = come i temi in cons.: acc. -em, abl. -e
plurale = come i temi in -i-: gen. -ium, acc. -is.
nom.-voc.
gens < *gent(i)sgen.
gentisdat.
gentiacc.
gentemabl.
genten.-v.
gentesgen.
gentiumdat.-abl.
gentibusacc.
gentisSono antichi temi in -i- in cui la i è scomparsa al nom. sing. sotto linflusso analogico dei temi in cons.
(a) molti monosillabi masch; e femm. con nom. in -ns, -rs, -bs, -ps, -lx, -rx:
nom. sing. tema
mors < *morti-
mens < *menti-
pars < *parti-
ars < *arti-
mons < *monti-
glans < *glandi-
urbs < *urbi-
stirps < *stirpi-; ma non ops opis
falx < *falci-
arx < *arci-; ma non vox vocis.
(b) monosillabi a vocale lunga o dittongo:
cos
dos < *dotis
lis < *stlitis
fauces (inusuale al nom. sing.)
(c) i nomi e agg. in -as, -is, -tas:
nostras < *nostratis
Penates, -ium / -um
optimates, -ium / -um
Quirites, -ium / -um
civitas, civitat-ium / civitat-um (più usato)
Daltro canto, lanalogia ha introdotto il gen. plur. in -ium in temi consonantici:
dens: dentium / dentum
fraus: fraudum / -ium
mus: murum / -ium
nox: noctium (solo -ium).
aggettivi (cosiddetti a 2 uscite)
m. f. n.
nom.-voc.
supplexgen.
supplicisdat.
suppliciacc.
supplicem supplexabl.
supplicen.-v.
supplices suppliciagen.
suppliciumdat.-abl.
supplicibusacc.
supplicis/-es suppliciasono aggettivi composti di temi in -i:
amens
iners
expers
consors
inoltre:
praecox
duplex
concors
anceps
praeceps
atrox
ferox
qualche agg. in -es:
hebes
perpes
praepes
teres
e gli agg. in -ax, -ix:
audax
bibax
felix
participi presenti
sono passati nei temi in -i-:
m. f. n.
nom.-voc.
ferensgen.
ferentisdat.
ferentiacc.
ferentem ferensabl.
ferenti/-en.-v.
ferentes ferentiagen.
ferentiumdat.-abl.
ferentibusacc.
ferentis/-es ferentiaLa doppia forma dellabl. sing. in -i e in -e attesta ancora lesistenza di due flessioni:
(a) una: da un tema cons. *ferent-
(b) laltra: da un tema in -i- *ferenti-
Il latino ha distinto queste due forme nelluso:
(a) forma cons. (abl. in -e): participio con valore proprio; per es. gli ablativi assoluti: me praesente, nullo rogante, ineunte tempestate; o nei participi usari come sostantivi: parente, cliente.
(b) forma in -i- (abl. in -i): participio con valore di aggettivo; per es. constanti animo, praesenti tempore.
----
Quindi la maggior parte degli aggettivi si declina come i temi in -i-:
tranne:
(1) i pochi agg. con temi in consonante: per es.
inops
memor
bipes
vetus
del resto, alcuni di questi hanno acquisito un abl. in -i- analogico (usato soprattutto in poesia).
(2) un certo numero di temi in -i- hanno (almeno in poesia) anche il gen. in -um: per es.
celer
vigil
caelestis
agrestis
(3) e un certo numero di agg. in is, -itis hanno labl. in -e + gen. in -um:
*caeles (sing. mai usato) caelites -um
sospes
superstes
dives
compos.