Lezioni di Letteratura latina Modulo A = Lingua e cultura latina Modulo B
LEZIONE 1 (15 febbraio)
Introduzione al corso: il Modulo comprenderˆ 3 parti: a) introduzione alla storia della letteratura latina, con indicazioni sullo studio del manuale; b) il genere biografico: considerazioni generali; biografia antica e biografia moderna; la biografia nella letteratura latina.
Presentazione del programma dÕesame del Modulo, che comprende: a) il corso monografico, con le fotocopie che varranno via via distribuite; b) la storia della letteratura latina dalle origini al II secolo d.C.; la lettura del testo latino del Somnium Scipionis di Cicerone.
LEZIONE 2 (21 febbraio)
Concetti di: cultura, letteratura, cultura e trasmissione orale. La cultura a Roma: introduzione dellÕalfabeto (prima testimonianza: inizi del VI secolo); nascita della letteratura: 240 a.C. (prima rappresentazione teatrale di Livio Andronico).
Concetto di primarietˆ / secondarietˆ in relazione a culture / letterature. Fattori: collocazione (isolamento o contatti); ricezione o chiusura culturale.
Le culture antiche in relazione ai rapporti interculturali: interrelazioni nel mondo mediterraneo.
Origini dellÕalfabeto: scritture ideografiche, Fenici, alfabeto greco. Diffusione dellÕalfabeto greco in Italia: la coperta di Gabii e le prime testimonianze dellÕalfabeto latino (cippo del Foro; fibula Prenestina).
LÕalfabeto latino e lÕalfabeto greco di Cuma: modifiche e innovazioni.
LEZIONE 3 (22 febbraio)
La storia dellÕalfabeto latino: modifiche del III secolo (eliminazione della z ed introduzione della g; il rotacismo); modifiche del I secolo (aggiunta di y e z). Le lettere ramiste (v e j).
La cultura a Roma fra il VI e il III secolo a.C.: uso limitato dellÕalfabeto (ragioni politiche: le XII tavole del 450 a.C.). Conflitti fra Roma e altre popolazioni dopo il tramondo dellÕegemonai etrusca: lÕincursione gallica del 390; le guerre sannitiche.
La cultura orale: carmina religiosi, carmina convivalia, rappresentazioni sceniche. Sincretismo religioso: lÕidentificazione fra divinitˆ italiche e divinitˆ greche. La diffusione dei miti greci (testimonianze vascolari). Genealogie italiche di eroi greci: Ulisse e il Circeo, Ercole, Enea a Lavinio. Il mito di Enea a Roma; rapporto con il mito di Romolo e Remo.
Le novitˆ geopolitiche del III secolo: guerra contro Pirro, presa di Taranto e delle colonie della Magna Grecia; I guerra punica. Contatto ravvicinato con la cultura greca. Effetti dellÕacculturazione (es. dei Normanni). Roma e il greco: bilinguismo; Fabio Pittore primo storico romano, scrisse in greco.
A Roma la letteratura nasce per opera di immigrati dallÕarea grecofona: il caso di Livio Andronico. Il genere teatrale e lÕalfabetizzazione.
LEZIONE 4 (28 febbraio)
Primi autori della letteratura latina, immigrati di cultura greca: Livio Andronico, Nevio, Ennio, Plauto. Generi: commedia (ambientazione greca), tragedia (ambientazione greca mitica), epica. La reazione di Catone il Censore e la fondazione della prosa latina.
Caratteristiche costanti della storia letteraria: polarizzazione ideologica dei generi letterari; provenienza geografica degli autori latini (allargamento progressivo).
Periodizzazione della letteratura latina: etˆ arcaica 240-168; media etˆ repubblicana 169-79, tarda etˆ repubblicana 79-43.
Etˆ arcaica: 5 autori importanti; media etˆ repubblicana: 2 autori importanti (Lucilio e Terenzio).
LEZIONE 5 (1 marzo)
La periodizzazione della storia della letteratura latina: criteri e problemi. Status sociale e provenienza degli autori della letteratura latina: rispettabilitˆ dei generi in prosa (oratoria, storiografia); gerarchia socio-ideologica fra epica e altri generi poetici. LÕetˆ tardorepubblicana: 7 autori importanti. LÕetˆ imperiale: augustea (43 a.C. 14 d.C.), giulio-claudia (14-69), flavia (69-96), II secolo (96-180). LÕetˆ augustea: 7 autori importanti; il ruolo degli imperatori; Mecenate; autori ÒclassiciÓ (significato del termine). LÕetˆ giulio Claudia (4 autori); caratteristiche di lingua e letteratura. LÕetˆ flavia (4 autori): il classicismo.
LEZIONE 6 (6 marzo)
Il II secolo e lÕarcaismo. 6 autori importanti. In totale, per la storia della letteratura latina dal 240 a. C. al II secolo d. C., sono stati segnalati 34 autori importanti. PerchŽ il programma prevede lo studio della storia della letteratura fino al II secolo e non, come nella manualistica scolastica, fino al 476 (caduta dellÕimpero romano)? Nuovi orientamenti della storiografia: lÕindirizzo tradizionale � evidenziato dal titolo dellÕopera di Gibbon, Declino e caduta dellÕimpero romano. Quello attuale dallÕambito degli studi di Peter Brown, la Òtarda antichitˆÓ, epoca che si colloca fra lÕantichitˆ classica e il medioevo. Anche in una prospettiva storico-politica il 476 � poco significativo, in quanto lÕimpero dÕOccidente si frantuma allÕinizio del secolo V, con la conseguente formazione dei regni romano-barbarici; il VI secolo vede una parziale ricostituzione dellÕimpero, con lÕespasione bizantina di Giustiniano; una svolta effettiva si verifica solo alla metˆ del VII (il 641 � il termine adottato in un recente manuale inglese), con la sconfitta bizantina ad opera dei sassanidi e soprattutto con lÕascesa degli Arabi. Dal punto di vista storico-letterario la letteratura latina del IV secolo continua nelle diverse aree culturali che si creano dopo lo sfaldamento dellÕimpero di occidente, in Africa (Vandali), Spagna (Visigoti), Gallia (Franchi), Italia (Ostrogoti, Longobardi) e isole britanniche (Angli e Sassoni). Il passaggio dalla tarda Antichitˆ al medioevo � collocabile nel VII secolo, epoca in cui lÕinvasione araba cancella la cultura latina in africa e nella penisola iberica, ed in cui la cultura in Italia e in Francia � piuttosto depressa (ma non in Inghilterra, che vede in questo periodo lÕopera di Beda il Venerabile). Per quel che riguarda la delimitazione fra letteratura latina classica e tardioantica, la data convenzionale � il 180, anno in cui compaiono i primi testi latini cristiani databili. Assenza di testi non cristiani significativi nel III secolo.
LEZIONE 7 (7 marzo)
Il termine ÒbiografiaÓ � moderno (appare nelle principali lingue europee alla fine del secolo XVII-inizi XVIII), ricalcato su un termine greco attestato nella tarda antichitˆ, ma comunque non corrente, che significa Òscrittura (graphe) di una vita (bios)Ó. Il termine greco usuale per indicare la biografia � ÒbiosÓ, il cui corrispondente latino � ÒvitaÓ. LÕitaliano ÒvitaÓ mantiene questo significato, in quanto nel titolo ÒVita di napoleoneÓ significa ÒbiografiaÓ. Due definizioni del genere biografico: Òracconto della vita di un individuo dalla nascita alla morteÓ; Òracconto in prosa che un narratore fa della vita di un personaggio storico, mettendo lÕaccento sulla sua singolaritˆ e personalitˆÓ (la seconda definizione ricalca quella che si legge nellÕEnciclopedia BritannicaÓ. La prima � molto ampia; la seconda indica delle frontiere del genere biografico, con a) la poesia; b) la fiction, romanzo ecc.; c) la storia. La seconda e la terza restano incerte anche nellÕesperienza moderna: es. della Vita di Mussolina di De Felice, e delle vite romanzate. Caratteri dellÕautobiografia. Possibili finalitˆ della biografia: a) storica; b) politica; c) morale; d) di intrattenimento; e) psicologica. Influenza di Freud e della psicanalisi non solo su questÕultima finalitˆ, ma sullÕintera biografia contemporanea. Biografia e selezione dei dati biografici: il fattore personalitˆ (politico, condottiero, scienziato, filosofo, scrittore, criminale ecc.). Il fattore quantitˆ di testo: si va dallÕepitaffio, dalla voce enciclopedica o dal curriculum vitae a biografie di migliaia di pagine. Biografia e cultura delle diverse epoche: importanza dellÕidea che ciascuna epoca ha dellÕindividualitˆ, del rapporto individuo-societˆ ecc. In definitiva il genere � caratterizzato dallÕesilitˆ e genericitˆ delle regole formali, e dalla forte esposizione alla cultura specifica del biografo e della sua epoca.
LEZIONE 8 (8 marzo)
La biografia antica comprende testi di piccole dimensioni, nellÕambito di repertori biografici Òdi categoriaÓ (poeti, condottieri, grammatici ecc.): � questa la strutturazione di molte raccolte biografiche antiche, per es. del De viris illustribus di Nipote e di quello di Svetonio. Diverso rapporto fra ÒfattiÓ e fiction che caratterizza storiografia e biografia; lÕesempio dei discorsi nelle opere storiche. Presenza di aneddoti, prodigi ecc. nelle biografie. Finalitˆ delle biografie antiche: a) morale; b) erudizione; c) intrattenimento; d) politica.
Il problema delle origini e dello sviluppo della biografia in Grecia: lÕunica raccolta conservata sono le Vite parallele di Plutarco, del II secolo.
NellÕesaminare la tradizione greca alla ricerca di biografie, possiamo utilizzare due criteri: a) il primo parte da un concetto moderno di biografia, e cerca di rintracciare nella produzione antica testi che possono essere ricondotti ad esso. Se adottiamo una griglia ampia, del tipo della prima delle due definizioni proposte ieri, elementi di biografia sono presenti giˆ in Erodono, o anche nei poemi omerici, se si considera che la cultura antica non dubita della storicitˆ degli eventi narrati da Omero. Evitando questi eccessi, parlare di ÒbiografiaÓ laddove ci siano notizie su opere dedicate alla vita di singoli personaggi. Questo approccio porta a datare le prime biografie nel V e forse anche nel VI secolo: lÕautore pi� antico di una biografia di cui abbiamo notizia � infatti un personaggio vissuto nel VI secolo, Teagene di Reggio, che avrebbe scritto sulla vita di Omero. Con motivazioni evidentemente erudite: raccolse notizie di Omero per il rilievo che assegnava ai poemi omerici. Notizie, si presuppone, per lo pi� leggendarie. Nel V secolo visse invece Scilace di Cariandia, che avrebbe scritto la biografia di Eraclide tiranno di Milasa: avremmo quindi per la prima volta la biografia di un personaggio storico, scritta con intenti politici. UnÕaltra tradizione che potrebbe aver alimentato la ÒbiografiaÓ in senso lato � quella delle commemorazioni funebri, presenti peraltro giˆ in Omero, dove Andromaca ed Ecuba lamentano la morte di Ettore. Una forma vagamente biografica ha lÕEvagora, discorso commemorativo scritto nel IV secolo dallÕoratore Isocrate. Gli studiosi che utilizzano un concetto a larghe maglie di ÒbiografiaÓ (per es. Arnaldo Somigliano, autore del volume Lo sviluppo della biografia greca, ed. Einaudi) hanno indicato un precedente proprio nellÕEvagora, o ancora nellÕApologia di Platone, il dialogo dedicato a Socrate e alla sua morte. Qualche studioso ha individuato proprio nellÕopera degli allievi di Socrate la genesi del genere biografico. b) il secondo criterio non utilizza criteri moderni, ma cerca di individuare ci˜ che il mondo antico intendeva per ÒbiografiaÓ, e cio� ci˜ che veniva chiamato bios o vita. Per unÕindagine di questo tipo la testimonianza pi� importante � quella fornita da Girolamo, che nella prefazione del suo De viris illustribus utilizz˜ dichiaratamente lÕomonima opera di Svetonio, e da essa ricav˜ un ÒcanoneÓ dei biografi greci e romani. Per quel che riguarda quelli greci, i nomi fatti da Girolamo/Svetonio sono quattro, tutti risalenti allÕetˆ ellenistica: Ermippo Peripatetico, Antigone di Caristo, Satiro, Aristosseno Musico. Tre di questi risultano connessi alla scuola aristotelica, e questo ha tradizionalmente indotto gli studiosi a ritenere che la biografia sia nata precisamente in questo ambito. A favore di questa ipotesi si possono portare degli indizi: lÕinteresse della scuola per i caratteri umani, ben evidenziato da Teofrasto, e la predilezione per gli aneddoti. NellÕambito di questo secondo criterio di analisi spicca lÕopera dello studioso tedesco Friedrich Leo, che nel 1901 pubblic˜ un saggio sulla biografia greco-romana. La ricostruzione di Leo, pur criticata, resta lÕunica teoria complessiva sullo sviluppo del genere biografico nellÕAntichitˆ.