'Internet philosophandi'. Le nuove risorse in rete per la ricerca nel campo delle scienze umane. Modelli e prospettive*
P. Quintili
Università di Roma "Tor Vergata"
1. Modelli telematici di ricerca per le Humanities. Cromohs e SWIF.
Siamo di fronte ad una fase di profondo mutamento nelle pratiche di ricerca, fruizione e comunicazione delle conoscenze nel campo delle Humanities in virtu dell'avvento di Internet e dei nuovi mezzi telematici: ipertesti su supporto elettronico in rete, basi di dati, archivi, Mailing list e forum on-line (1). E' un fatto acquisito e non c'è bisogno di descrivere la realtà della diffusione dei nuovi mezzi in un settore tradizionalmente avulso dalle pratiche dell'"intelligenza meccanica"(2). L'espressione Mechanical Intelligence (3), in Italia, porta ancora con sé un significato intriso di negatività. L'"intelligenza umanistica" si vorrebbe, per definizione, non-meccanica, sempre vitale, organica, creativa, imprevedibile, non-calcolabile ecc. Ebbene, su questo punto le sirene incantatorie del vitalismo neoidealistico che giudica incomponibili i due termini son dure a morire. Va dunque premesso che non c'è frattura tra il meccanico e l'organico per tutto ciò che concerne lo sviluppo dell'intelligenza in rete . I migliori strumenti di ricerca per le scienze umane attualmente disponibili su Internet veri e propri modelli di un nuovo modo di operare intellettuale dimostrano che il mezzo meccanico estende l'efficacia dell'intelligenza "organica" (4) in quei compiti per i quali la macchina assolve piu efficacemente allo scopo: catalogazione, immagazzinamento, selezione e distribuzione delle conoscenze, offrendo maggiore spazio alla riflessione, all'approfondimento individuale e collettivo. Il passaggio dal dato d'informazione (meccanico), all'elemento di conoscenza (organico) si compie naturalmente dopo l'operazione assolta dalla macchina. Nondimeno, i dubbi di molti studiosi umanisti trovano fondamento nelle incertezze legate ad ogni trasformazione di questo tipo. La rivoluzione è tale, le incognite tante e cosí profonda la mutazione da mettere in gioco l'identità dei soggetti. Processo simile, è noto, ebbe luogo con la rivoluzione legata al passaggio dal manoscritto al testo a stampa. Quest'ultimo non soppiantò penna e calamaio ma produsse un positivo sconvolgimento nei modi di diffusione e di fruizione del sapere tali da modificarne le fondamenta e gli stessi scopi. E' quanto emerge con chiarezza fin dal titolo del libro di R. Minuti, Internet et le métier d'historien. Réflexions sur les incertitudes d'une mutation, Paris, P.U.F., 2002. Il testo affronta le conseguenze dei mutamenti intervenuti nelle pratiche correnti del mestiere dello storico analisi e selezione delle fonti, discussione delle prospettive documentarie, confronto delle interpretazioni ecc. nel nuovo contesto telematico. Per lo storico è in questione lo statuto stesso della nozione di memoria ( 5). Primo punto: non è solo l'uso dei mezzi a mutare ma la sostanza stessa del lavoro di ricerca, che intanto si fa più interrelazionale di quanto prima non potesse essere. Lo scambio d'informazioni tra studiosi, il confronto delle fonti e delle interpretazioni diviene oggi serrato, rapidissimo, consentendo a un gran numero di persone di comunicare in rete notizie secondo un coordinamento prima impensabile. Secondo punto: i materiali mutano statuto. Il testo a stampa e il testo elettronico in rete non sono esattamente "la stessa cosa" (6). Il ricercatore ha a che fare in Internet con un oggetto testuale sostanzialmente diverso, non solo nella forma (7). L'ipertesto elettronico ( 8) è plastico, molteplice e sezionabile su più strati di senso che affondano come radici su un terreno accidentato: è "rizomatico" (9). Il passaggio è infine anche generazionale. Alcuni studiosi legati ai metodi tradizionali fanno uso dei noti strumenti cartacei schede bibliografiche e di contenuto, fogli da tagliare e collazionare materialmente ecc. altri, non solo i più giovani, grazie a software come FilemakerPro (creatore di database che consente la schedatura e l'analisi di testi per campi, parole-chiave ecc.) o il più semplice Word, prendono le loro note su leggeri computer portatili (Notebook) e, nel contesto di una ricerca collettiva, possono renderli immediatamente pubblici grazie ad Internet. La rielaborazione dei due generi di "materiali", una volta messa in rete, è sostanzialmente diversa, potendo i testi informatizzati disporre di una significanza insieme estensibile e relazionabile. Come far dialogare le due modalità di lavoro, la cartacea e l'elettronica, entrambe portatrici di valori preziosi per la ricerca e la didattica? (10).
L'analisi di Minuti prende le mosse dall'esperienza di direzione, insieme a Guido Abbattista, del sito Internet Cromohs : "Cyber Review of Modern Historiography", www.unifi.it/riviste/cromohs, dell'Università di Firenze, una piattaforma di lavoro per gli studi storici fondata nel 1996. Il sito/rivista si apre sull'immagine della Torre di Babele di P. Bruegel, simbolo della pluralità di linguaggi della storiografia moderna. Cromohs , si legge nell'editoriale, "è il risultato di un progetto elaborato nel corso del 1995, e nasce dalla consapevolezza che la tecnologia informatica applicata alla comunicazione è destinata ad assumere, anche nell'ambito degli studi umanistici, un ruolo fondamentale, con conseguenze di portata probabilmente superiore rispetto alla stessa invenzione dei caratteri mobili. Cromohs è la prima rivista elettronica di storia della storiografia moderna e si pone l'obiettivo di costituire - grazie alle possibilità offerte dalla comunicazione attraverso Internet e world wide web - uno strumento particolarmente efficace di informazione e di comunicazione scientifica per le tematiche relative alla cultura storica dell'età moderna (storiografia, erudizione, filosofie della storia, metodologie della ricerca storica, insegnamento della storia)", dove trovino conciliazione le complementari esigenze del "cartaceo" e del "telematico". Il ventaglio di risorse proposto, oltre alla classica pagina di rivista con articoli, saggi, recensioni, è articolato su varie entrate, in alto della homepage : 1) Guida alle risorse ; 2) Bibliografia; 3) Notiziario ; 4) Staff editoriale ; 5) Eliohs , particolarmente interessante quest'ultima, una Electronic Library of Historiography che raccoglie un buon numero di testi on line e risorse di rete ("indirizzi utili" e "notizie e progetti") per il lavoro collettivo della storiografia "cibernetica" dell'età moderna (11).
Analoga piattaforma, in ambito filosofico, una delle prime del genere operanti in Italia, è lo SWIF, il Sito Web Italiano per la Filosofia , www.swif.uniba.it , fondato nel 1996 (dir. M. Di Giandomenico e L. Floridi) presso il laboratorio di epistemologia informatica, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Filosofiche dell'università di Bari, la cui Redazione è attualmente composta da oltre 40 studiosi. Il Metaindice del sito (http://lgxserver.uniba.it/swif.htm ) offre un ventaglio di risorse molto vario, articolato in più sezioni: 1/ Quaderni dedicati ciascuno ad un settore della disciplina, dall'Estetica alla Semiotica (12); 2/ Servizi (Archivio SWIF, Centri e Istituti, Concorsi e Lavoro, Calls for papers, Conferenze e Seminari, Focus, Rassegna stampa ecc.); 3/ Strumenti (Bibliografie, Biblioteche online, Dizionari/Enciclopedie, Librerie, Editori ecc.), fra questi ultimi, senz'altro più importante è il link (collegamento) a "Motori di ricerca" : una raccolta di potenti "ragni" informatici percorrono in lungo e in largo la rete puntando esclusivamente ai siti o alle pagine di argomento filosofico. Al momento, lo SWIF (che ha ottenuto un premio SMAU nel 1998 per il settore educational e, dalla sua fondazione, conta oltre 221.000 visite) è in grado di offrire in Italia il panorama più completo delle informazioni disponibili in rete per le discipline filosofiche (13). Caratteristica dello SWIF e di Cromohs a parte le sezioni "Quaderni" e "Saggi", dotate di una propria autonomia contenutistica e strutturale è di essere anzitutto dei metasiti in grado di guidare l'utente alla ricerca di altri siti. Per avvicinarci ad un genere di strumento pensato invece unicamente per l'uso a fini di ricerca in determinati settori, con la funzione oltre che di archivio o di forum (14), anche di ipertesto modificabile dall'utente, possiamo menzionare, in Francia (il luogo geografico ha poca rilevanza) e in ambito non strettamente filosofico, il sito della SATOR (Société d'Analyse de la Topique Romanesque), http://serinf2.univ-montp3.fr/SATOR/, dell'Università di Montpellier, dove è possibile trovare una vastissima raccolta di topoi della letteratura francese moderna, ordinati per parole-chiave in una complessa base di dati ( http://qsilver.queensu.ca/QI/SatorBase/), struttura ipertestuale continuamente rinnovabile grazie all'apporto dei ricercatori, interni ed esterni, della stessa SATOR.
2. Prospettive per l'avvenire: l'HyperNietsche modello d 'ipertesto di studio.
Un modello avvenieristico d'ipertesto in rete che tenterà di mettere a frutto questo tipo di potenzialità interattive offerte da Internet è il sito HyperNietzsche, www.hypernietzsche.org, diretto da Paolo D 'Iorio, approntato dal laboratorio informatico dell 'Institut des Textes et Manuscrits Modernes (ITEM) del CNRS di Parigi. Le caratteristiche del sito sono descritte nel volume: P. D 'Iorio (a cura di), HyperNietzsche. Modèle d'un Hypertexte savant sur Internet pour la recherche en sciences humaines. Questions philosophiques, problèmes juridiques, outils informatiques, Paris, P.U.F., 2000. La raccolta di saggi, edita nell 'anno di commemorazione del centenario nietzscheano, porta in esergo una massima tratta dall 'aforisma 87 ("Imparare a scriver bene") del Viandante e la sua ombra: "Operare perché ogni bene diventi bene comune e perché tutto sia libero ai liberi". E ' il luogo in cui Nietzsche fa appello ai "buoni europei" affinché con la loro scrittura liberino le lingue nazionali dai ristretti idiomi locali e le rendano più traducibili. Proposito "inattuale" nel contesto di risorgenza dei localismi etnici, ma strettamente coerente alla natura dell 'oggetto trattato: "si può utilizzare Internet per fare ricerca scientifica nelle Humanities, in particolare per stabilire, commentare, analizzare i grandi testi della tradizione letteraria e filosofica?" (p.1). La risposta positiva che i diversi contributi intendono dare s 'articola in otto tappe.
Il saggio d 'apertura, "Nietzsche Open Source" di P. D 'Iorio, definisce il proposito dell 'impresa: "Non si trattava solo di stabilire un 'edizione elettronica dell 'insieme dei testi e dei manoscritti del filosofo accompagnata dalle principali traduzioni e dai testi più importanti della letteratura critica. Si trattava di creare uno strumento duttile e rapido che permettesse ai ricercatori di afferrare in un colpo d 'occhio lo stato delle conoscenze disponibili su un certo autore, i problemi ancora aperti e le metodologie all 'opera" (p.4-5). HyperNietzsche è dunque un grande sito/ipertesto che conterrà le opere del filosofo, i materiali manoscritti e un gran numero di saggi critici, messi a disposizione degli studiosi per un uso collettivo-interattivo sulla rete. Il progetto di costruzione risponde a due principi fondamentali: a) "un principio di contestualizzazione ipertestuale che struttura il funzionamento del sito Web"; b) "un 'organizzazione della comunità dei membri dell 'HyperNietzsche che nasce dalla combinazione di tre fattori: una filosofia Open Source , un meccanismo di valutazione dai pari e uno statuto giuridico che si sforza di rendere l 'HyperNietzsche efficacemente rappresentativo della comunità degli studiosi nietzschiani e di seguirne la dinamica interna" (p. 6). Che cos 'è un Open Source? D 'Iorio premette che la scienza stessa, in quanto tale, è impresa Open Source per definizione, in quanto i ricercatori "devono poter disporre liberamente delle fonti primarie relative alla loro disciplina, poterci lavorare e riferirvisi in un contesto di libera discussione pubblica" (p.10). Non si tratta quindi di un 'invenzione di Internet ma di una nuova messa in opera efficace di un 'insieme d 'esperienze nate con la rivoluzione scientifica. Questa specie di laboratorio virtuale on line, in cui i ricercatori potranno accedere apertamente, in tempo reale, alle fonti del loro lavoro, ovvero alle riproduzioni digitali delle opere di Nietzsche, della sua corrispondenza, manoscritti, libri della biblioteca personale e documenti biografici che lo concernono, e dove soprattutto potranno anche consultare i principali lavori critici esistenti e pubblicare i loro, è quello che viene definito da D 'Iorio un "ipertesto di studio" (hypertexte savant) su Internet, infrastruttura telematica di lavoro intellettuale collettivo e (con)diviso. L 'intenzione è anche di proporsi come modello per la costruzione di siti di analoga natura. Questo genere d 'hypertexte savant, auspica D'Iorio avanzando solidi argomenti, porterà ben presto alla scomparsa delle grandi edizioni critiche monumentali: "quelle che si editavano e si editano ancor oggi, in 40 volumi e in 40 anni, grandi divoratrici di fondi pubblici, strumenti preziosi ed eruditi che si riempiono di polvere sui ripiani delle biblioteche e più raramente (per via dei costi), sugli scaffali dei ricercatori. Quelle che spesso restano incomplete o che al momento della pubblicazione dell'ultimo tomo mostrano, con crudeltà, il carattere obsoleto del primo" (p.17). Nulla di piu vero. Un esempio : l'edizione (costosissima) delle uvres Complètes di Diderot iniziò sul finire degli anni '60 dopo la lunga (e lenta) messa in ordine dei manoscritti del Fonds Vandeul della Bibliothèque Nationale di Parigi, aperto al pubblico dal 1952 grazie al lascito della famiglia del genero di Diderot. Le prime uscite presso l'editore Hermann risalgono al 1975; attualmente (aprile 2001) si è giunti ai 2/3 del progetto (22 volumi editi su 33). Il modello HyperNietsche può diventare un utile referente critico per questo genere d'impresa in via di completamento.
Veniamo alle implicazioni pratiche. Immaginiamo uno studioso che debba preparare una relazione ad un convegno su un aforisma o un insieme di aforismi del Viandante e la sua ombra. E immaginiamo che "voglia avere immediatamente sotto gli occhi tutte le traduzioni di quell'aforisma, tutti i commenti filosofici e tutti i saggi che vi si riferiscono" (p. 31), magari anche mentre è in viaggio. Il database di HyperNietzsche permetterà di fare appunto questo, in tempo reale, su un qualsiasi terminale in ogni parte del mondo, risparmiando il tempo del lavoro puramente meccanico di sfoglio delle schede e di ricerca d'archivio. "Non solo", insiste D'Iorio, "ma attraverso le pagine web degli Autori" il nostro studioso telematico "potrà scoprire degli specialisti che condividono i suoi interessi di ricerca ed entrare in contatto con loro" (ibidem). Non che la ricerca d'archivio venga meno, al contrario! l'archivio è già lì, in rete, esteso e completo come nessun archivio del passato poteva esserlo. Su quest'ultimo aspetto non s'insisterà mai abbastanza: lo studio, il lavoro di raccolta, selezione, cernita ecc. cambia volto, si raffina con l 'aggiunta di nuovi mezzi, ma non viene in alcun modo soppiantato dal lavoro della macchina.
Il portale del sito è suddiviso in quattro grandi "quadri" di collegamento, veri e propri spazi telematici di ricerca: 1) Materiali; 2) Autori; 3) Contributi; 4) Novità. Le prime tre aree formano degli assi logici che s 'incrociano e si sovrappongono a formare una struttura ipertestuale contestualizzante , nel senso che da ciascuna delle tre aree si possono raggiungere, attraverso molteplici links, i luoghi "mirati" di tutte le altre insieme. Particolarmente ricco si presenterà lo stock di testi dell 'area "Materiali", comprendente anche le riproduzioni in formato fotografico digitale delle note manoscritte e degli appunti dell 'Archivio Nietzsche di Weimar, sovente di difficile lettura. Nell 'area "Contributi", una sottosezione "Trascrizioni" è riservata alle proposte interpretative di queste note e un 'altra, "Percorsi", conterrà "il risultato di una riflessione sul materiale pubblicato che tocca il lavoro editoriale, lo studio filologico, la critica letteraria e genetica e l 'interpretazione filosofica" (p. 25), seguita dalla sottosezione "Commenti", filologici, genetici, critici, filosofici ecc. Questi fili sono strettamente intrecciati tra loro e con le "Novità" che vengono progressivamente ad aggiungersi al lavoro in fieri dell 'ipertesto, alimentato dall 'area "Autori", quadro di risorse umane dell 'HyperNietzsche. Ogni momento della "navigazione" nel testo trova, su ciascun livello, la propria specifica contestualizzazione ipertestuale in rapporto agli altri livelli: "Se contestualizziamo un materiale (ad es. un aforisma di Nietzsche): i materiali sono le diverse rappresentazioni digitali che ne sono state date (facsimile in modalità immagine, sotto diversi formati: gif, jpeg, pdf; digitalizzazione in modalità testo ascii o html). I contributi sono tutto ciò che gli autori hanno scritto su quell 'aforisma (traduzioni, note filologiche, commenti filosofici, percorsi genetici). Gli autori sono tutti coloro che hanno lavorato su quell 'aforisma (Müller-Lauter, Campioni, Deleuze o lo studente che ha appena terminato la sua tesi)" (p. 29). I diversi piani di lettura dell 'ipertesto s 'incrociano e si sovrappongono fecondamente (e rapidamente) sulla rete.
Punto problematico: quale il ruolo degli editori tradizionali, nel momento in cui strumenti del genere prendessero largamente piede? La prospettiva di D 'Iorio è la seguente : "gli editori tradizionali, mi sembra, potrebbero continuare a svolgere il loro ruolo d 'intermediari culturali tra la comunità degli studiosi e il pubblico dei lettori colti o desiderosi d 'imparare ma non necessariamente specialisti. Per loro, siti di studio come il nostro potrebbero presentare un duplice vantaggio: risparmiare l 'obbligo di pubblicare su carta materiali eruditi che stanno stretti nello spazio limitato di un volume, al punto che devono spesso sacrificare, per la disperazione degli autori, un apparato critico troppo ricco di varianti, note, commenti e che si troverebbe probabilmente a suo agio nello spazio immenso di Internet. In tal modo, potrebbero concentrarsi sulla pubblicazione di ciò che è insieme scientificamente valido, durevole e in grado d 'interessare un pubblico di acquirenti sotto la forma perenne del volume" (p.15-16). Nascerebbe così una nuova figura d '"editore elettronico" che ad esempio potrebbe "incaricare uno specialista di preparare, a partire da testi disponibili sull 'HyperNietzsche una raccolta interessante di articoli e di contributi diversi su un dato argomento (...) più in generale, gli editori elettronici potrebbero svolgere il ruolo d 'intermediari tra l 'HyperNietzsche, i servizi di stampa su richiesta e gli utilizzatori desiderosi di ricevere a casa, ben stampati e rilegati, i testi che avranno scoperto nell 'ipertesto" (p. 14). Il saggio termina sulla prospettiva futura d 'elaborazione di meta-ipertesti che possano collegare questo HyperNietzsche ad un ipotetico HyperSchopenhauer nel quale trovare ulteriori agganci semantico-testuali con l 'opera di Nietzsche e, perché no?, stabilendo nessi anche con l 'opera di Flaubert, Balzac, Zola. "Ma forse", conclude D 'Iorio, "qui mi sto lasciando trascinare da un sogno..." (p.35).
Ma è utilissimo "sognare", come anche porsi problemi più "terreni" legati alla portata giuridica di quest 'ambiziosa impresa in relazione allo stato attuale dei rapporti con l 'editoria tradizionale e con le leggi europee sui diritti d 'autore. All 'argomento sono dedicati tre contributi, di Ph. Chevet: "L 'applicazione del diritto d 'autore al mondo contemporaneo della ricerca" (p. 37-63) e "Lo statuto giuridico dell 'HyperNietzsche" (p. 75-104), e di Ph. Amblard : "Copyleft: una nuova forma di diritto d 'autore all 'epoca dell 'Open Source?" (p.65-74). Per parlar chiaro : la filosofia Open Source è d 'ispirazione radicalmente democratica. Gli autori dell 'HyperNietzsche rivendicano l 'apertura alle fonti non legata ai destini commerciali degli editori tradizionali , ossia la piena, libera disponibilità delle fonti e dei materiali per la ricerca nel campo delle scienze umane con i nuovi mezzi, nel rispetto delle leggi sul diritto d 'autore. Come il sofware operativo "Linux", un Open Source che offre gratuitamente le "sorgenti" del programma a tutti gli sviluppatori che ne vogliano far uso, a condizione che questi mettano a disposizione della comunità i risultati del loro lavoro e s 'impegnino a non ricavarne profitto, né un diritto esclusivo (opponendosi, in tal senso, al monopolio Microsoft), così i collaboratori dell 'HyperNietzsche intendono obbedire ad una "nuova logica" del diritto d 'autore, "in cui l 'opera viene prima dell 'autore. Le regole del diritto d 'autore, con il copyleft ["sinistra d 'autore" o "permesso di copia" in opposizione a copyright , "diritto di copia"], sono utilizzate per garantire la libera diffusione dell 'opera e non per assicurare all 'autore una totale padronanza sulla propria opera. Optando per il copyleft, l 'autore stesso sceglie di contribuire ad arricchire un fondo comune. Ma conformemente alla convenzione internazionale di Berna del 9 settembre 1886, le sue prerogative morali non devono essere dimenticate, al contrario. Il copyleft, in effetti, non può essere considerato se non come una scelta cosciente e di pertinenza dell 'autore. Come? Sta all 'autore stesso precisare le condizioni della diffusione della sua opera con una licenza di utilizzazione" (p. 70-71). Il contributo dei due studiosi sulla questione mira, da un lato, a legittimare, ai sensi di legge, la libertà di riprodurre i testi manoscritti di Nietzsche senza incorrere negli obblighi di un preteso diritto di autore/proprietà da rendere agli Istituti, custodi del semplice supporto del materiale letterario. D 'altro lato, intendono sottolineare e lo fanno con chiarezza che il diritto di proprietà non è equivalente ipso facto al diritto d 'autore, non conferisce cioè agli Archivi Goethe-Schiller di Weimar il diritto di chiedere un compenso per la riproduzione/uso dell 'opera se questa non viene né venduta, né utilizzata a scopi di lucro, bensì studiata a puri fini di ricerca: "Eppure accade che certe istituzioni esigano il versamento di "diritti di riproduzione" per la diffusione di opere ormai divenute [dopo i 70 anni di legge dalla morte dell 'autore] di dominio pubblico (...). Facendosi forti della loro qualità di proprietarie (qualità, abbiamo visto, inoperante in quest 'ambito), esse rivendicano dei diritti di natura incorporea sui manoscritti. Proprietarie dei supporti dell 'opera, queste istituzioni non hanno alcun diritto (patrimoniale) sulle stesse opere!" (p. 54). Il diritto legato alla proprietà del materiale di supporto è dunque altra cosa rispetto al diritto di uso e riproduzione (15). Stabilito ciò, punto essenziale, l 'HyperNietzsche s 'è potuto costituire in Associazione (retta dalla legge francese del 1 luglio 1901) per garantirsi una specifica autonomia giuridica e funzionale nel mondo della ricerca, che definisca precisamente i limiti, le possibilità e il valore giuridico dei documenti trasmessi via Internet, in ossequio alle leggi. Il complesso iter di costituzione è ritracciato nel secondo saggio di Chevet, con la definizione degli statuti dell 'associazione (p.87-104) comprendenti le relative "licenze" d 'uso dei materiali: a) Free Knowledge (possibilità di libero "telescarico" ad uso privato o collettivo, ma non esclusivo, del materiale, compresa vendita, traduzione diffusione ecc.); b) Open Knowledge (Libero scarico, ma uso limitato all 'insegnamento e alla ricerca, senza possibilità di sfruttamento commerciale); c) Limited Knowledge (scarico e uso condizionati dai principi tradizionali del diritto d 'autore: domanda di autorizzazione all 'autore per l 'uso).
Il saggio di J.-V. Loddo, "Un sito web per la ricerca in scienze umane" (p. 105-128), affronta gli aspetti tecnici che hanno definito l 'architettura funzionale dell 'HyperNietzsche. Un 'architettura dinamica ordinata su tre livelli : un sistema operativo, un software per il database e un 'impalcatura d 'interfaccia grafica in html (Hyper Text Markup Language) è stata concepita in forma tale da permettere agli utenti non-informatici di interagire nella maniera più efficace con i contenuti del sito. "L 'interazione tra filosofi e informatici" (p. 113) consente la definizione di un modello plastico di ipertesto (maquette) nel linguaggio html e la sua trasformazione dinamica possibile (p.118) in base alle esigenze delle costanti acquisizioni di lettura e di edizione elettronica.
Il contributo di I. Gerike, "I manoscritti e i percorsi genetici del Viandante e la sua ombra", offre un esempio di concreto utilizzo dell 'HyperNietzsche per ricostruire il filo della composizione di un 'opera complessa il cui "dossier genetico", se edito per intero con i mezzi tradizionali, richiederebbe oltre 1000 pagine di facsimile e altrettante di trascrizione diplomatica a stampa. L 'autrice rende giustizia alla grandezza dell 'edizione Colli-Montinari che, in tal senso, s 'è rivelata un ottimo compromesso tra esigenze filologiche di esaustività e leggibilità, malgrado le ristrettezze editoriali. La scelta della nuova Manuskriptedition di Berlino-Basilea-Weimar "che prosegue, in linea di principio, l 'edizione Colli-Montinari modificandone radicalmente i criteri d 'edizione propone un modello che mira a riprodurre i manoscritti tali e quali", limitandosi ai quaderni di note compilati da Nietzsche tra il 1885 e il 1889. Ora, "l 'inserimento della Manuskriptedition nel quadro dell 'edizione Colli-Montinari metterà una accanto all 'altra due edizioni ugualmente incomplete. Malgrado tutta una serie di misure prese dagli editori della Manuskriptedition , l 'edizione Colli-Montinari resterà comunque incompleta perché priva di alcuni volumi di apparato critico, mentre la Manuskriptedition lo sarà ancor di più, in quanto pubblicherà solo i manoscritti degli anni 1885-1889" (p.136). La domanda legittima è: perché non proseguire sulla linea dei primi curatori, completando l 'edizione Colli-Montinari secondo i criteri già definiti ? Un limite di questa edizione stava nel fatto che in essa non si distinguono chiaramente le nozioni di "abbozzo preparatorio" e "frammento postumo": "così accade che due righe di testo, sulla stessa pagina di un manoscritto e persino l 'una accanto all 'altra, siano pubblicate, nell 'edizione Colli-Montinari, una nell 'Apparato critico, come abbozzo preparatorio di un aforisma, e l 'altra nella parte Testo come frammento postumo, con lo stesso statuto di un aforisma (...). In breve, l'uso dei concetti di abbozzo preparatorio e di frammento postumo distribuisce arbitrariamente le note che si trovano nello stesso manoscritto, pubblicandole talvolta nella parte Testo e talaltra nella parte Apparato critico" (p.134). Riesce difficile allo studioso, seguire il percorso genetico di un 'opera o di un concetto, dall 'inizio alla fine, senza un viaggio agli archivi Goethe-Schiller di Weimar per una consultazione del manoscritto. L 'HyperNietzsche riuscirà ad evitare l 'incombenza, permettendo anzi di fare di più. I manoscritti del Viandante non saranno solo editi in formato elettronico ma, scansionati in più modalità con il software Acrobat, saranno leggibili in: a) trascrizione linearizzata (sopprime il testo cancellato, integrando le aggiunte senza rispettare la posizione delle parole sulla pagina), b) diplomatica (segue fedelmente la topografia della pagina); c) ultradiplomatica (rispetta anche le cancellature e le dimensioni dei caratteri); d) interattiva parola per parola (facsimile dell 'ultradiplomatica in cui, passando il cursore sopra il testo, si evidenzia ogni parola); e) interattiva rigo per rigo (il cursore rivela, passo passo, ogni rigo della trascrizione ultradiplomatica); f) interattiva per paragrafo (idem); g) interattiva in trasparenza (lascia all 'utente la possibilità di scegliere di visualizzare il facsimile della pagina o la trascrizione ultradiplomatica con effetto di sovrapposizione). L 'autrice si cimenta quindi su questi materiali nell 'interpretazione dell 'aforisma 338 del Viandante ("Rassomiglianze della natura"). L 'HyperNietzsche segue esattamente il complesso percorso genetico del testo (p.146-159), permettemdo di confrontare serialmente le diverse tappe di redazione, con aggiunte, ritagli, integrazioni e confronto col testo a stampa, compresa la copia manoscritta per l 'editore compilata da P. Gast e rivista dallo stesso Nietzsche. Il risultato della Gerike è di eccellente qualità filologica e, soprattutto, convincente dal punto di vista dell 'interpretazione. In ultimo, "il sistema informatico dell 'HyperNietzsche è in grado di disegnare, a partire da questi percorsi, delle formazioni rizomatiche. Una volta acquisiti i percorsi lineari, il sistema, basandosi sui punti di intersezione, è capace di disegnare i tracciati più complessi. Quei percorsi lineari allora possono incrociarsi, convergere verso un aforisma o biforcarsi. L 'insieme di tali percorsi prende così la forma di un rizoma, di una configurazione proliferante e irregolare che rappresenta l 'elaborazione di un pensiero e i processi di scrittura, il più delle volte nascosti sotto l 'aforisma pubblicato" (p.159-160).
Lo stesso metodo è applicabile alla ricerca di altri percorsi, come mostra il saggio di P. D 'Iorio e M. Kessler, "Percorsi che conducono da qualche parte (Chemins qui mènent quelque part). A proposito delle possibilità di ordinamento cronologico e tematico dei testi e dei manoscritti". L 'orecchio di un lettore francese percepisce, nel titolo, un verso agli Holzwege o Chemins qui mènent nulle part, i "Sentieri interrotti" di Heidegger. I "sentieri" dell 'HyperNietzsche oltre a portare al di là della stessa interpretazione heideggeriana del Nietzsche "compimento della metafisica occidentale", grazie al rigore filologico e teorico che rendono possibile , conducono ad una coerente cronologizzazione e tematizzazione dell 'écriture nietzscheana rispettandone la proliferante, indocile complessità. D 'Iorio e Kessler, sulla scia delle considerazioni di Gerike, propongono un altro esempio delle possibilità dell 'ipertesto nel lavoro di tematizzazione e per l 'individuazione della genesi del concetto di "eterno ritorno". Il punto di partenza è la cronologia del quaderno M III 1 composto tra la primavera e l 'autunno del 1881, che l 'edizione Colli-Montinari non restituisce fedelmente sul piano cronologico. Come nel caso del percorso genetico del Viandante, l 'HyperNietsche si rivela uno strumento potentissimo nel seguire i diversi "sentieri" che conducono al Grundgedanke lungo tre linee tematiche: 1) la fondazione degli argomenti teorici; 2) "la visione del mondo come un flusso continuo di forze privo di scopo, leggi, regole del divenire, un chaos sive natura de-divinizzato e de-antropomorfizzato che costituisce il "sostrato ontologico" di tutta la filosofia di Nietzsche"; 3) "un insieme di note di carattere antropologico-sociologico (...) traccia un percorso di liberazione che porta alla creazione d 'individui superiori per mezzo di una profonda trasformazione della loro struttura pulsionale" (p. 172). Gli autori osservano, a proposito di una riedizione elettronica cronologica del quaderno M III 1: "se potesse essere digitalizzato e messo a disposizione su Internet all 'interno del sistema HyperNietzsche, tutti i ricercatori potrebbero lavorarvi, studiarlo, in particolare dal punto di vista della successione cronologica e potrebbero proporre al comitato scientifico dell 'HyperNietzsche una serie di ipotesi di ordinamento" (p. 170). Analogo discorso può esser fatto sul tema dell 'eroismo e sui nessi che lo legano, differenziandolo, alla nozione di Übermensch . All 'interno del sistema ipertestuale, "nella composizione dei percorsi tematici, l 'autore del percorso è libero di collocare, uno dopo l 'altro, ogni specie di materiale e di servirsi persino delle traduzioni in un 'altra lingua invece dell 'originale tedesco. In ogni caso, il sistema permetterà sempre all 'utente di risalire al materiale originale, attraverso il quadro di contestualizzazione ipertestuale" (p. 178). La contestualizzazione permette infine di tracciare, sul tema, il rizoma comprendente tutti i "sentieri" che passano per quel materiale.
L ' ultimo contributo, di M. Brusotti, "Una biblioteca ipertestuale su Internet", mette in chiaro i vantaggi che offre la rete rispetto ai più diffusi (oggi) CDRom, destinati a divenire presto obsoleti per via della loro rigidezza e, in ultima analisi, non relazionabilità. Il CDRom è proprietà del singolo ricercatore (o della biblioteca); nella migliore delle ipotesi è un supporto personalizzabile su una singola copia. "Una biblioteca ipertestuale su Internet permetterebbe al contrario di verificare la fonte di ciascun passaggio testuale o d 'inscrivere rapidamente un 'eventuale scoperta in un sistema continuamente attualizzabile (...) è assolutamente auspicabile un sistema nel quale possano trovar posto le ricerche attuali e passate : 1) i contributi non ancora scritti delle generazioni di ricercatori attuali e futuri e 2) i testi su Nietzsche che datano dei secoli XIX e XX (...). La rete può contribuire così alla globalizzazione e alla democratizzazione della ricerca. I ricercatori del mondo intero potrebbero avere accesso più facilmente alle interpretazioni attuali e storiche. Per altro verso, non sarebbe più necessario trasportare la propria biblioteca per soggiorni all 'estero, conferenze o vacanze: sarebbe sufficiente una connessione a Internet" (p.182-184). Pur suscitando dubbi nel lettore su tale "sufficienza" quale studioso non continuerà a desiderare, anche in viaggio, la propria biblioteca cartacea ? Brusotti descrive in modo convincente le procedure di pubblicazione di un saggio critico sull 'HyperNietzsche (p.185-189), la contestualizzazione ipertestuale dei saggi critici acquisiti dal sistema (p. 190-195) e, in epilogo, il "gioco di doppi" (p.195-200), il motivo della duplicità che percorre l 'intera opera di Nietsche e s 'infonde nel lavoro interpretativo dei creatori del suo ipertesto, gioco riassumibile in un 'acquisizione preziosa, attuabile in rete secondo le parole dello stesso Viandante di Sils: "quanti più occhi, differenti occhi sappiamo impegnare in noi per questa stessa cosa, tanto più completo sarà il nostro "concetto" di essa, la nostra "obiettività"" (p. 171).
E a quest'ambiziosa impresa non resta allora che da augurare: possano i "più occhi", presto, diventare infiniti.
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N O T E
(1) Cfr. per navigare in rete: M. Calvo-F. Ciotti-G. Roncaglia-M. Zela, Internet 2000. Manuale per l 'uso della rete, Roma-Bari, Laterza, 2000 e Id, Frontiere di rete. Internet 2001: cosa c 'è di nuovo, Roma-Bari, Laterza, 2001, disponibile anche in formato e-book (libro elettronico) gratuito all 'indirizzo: www.laterza.it/internet.
(2) Cfr. F. Ciotti-G. Roncaglia, Il mondo digitale. Introduzione ai nuovi media, Roma-Bari, Laterza, 2000.
(4) Cfr. L. Floridi, L 'Estensione dell 'Intelligenza. Guida all 'Informatica per Filosofi, Roma, Armando, 1996, Internet, Milano, Il Saggiatore, 1997; Philosophy and Computing. An Introduction, London, Routledge, 1999.
(6) Sui testi in rete e i rapporti e-book/libro cfr. i manuali Internet di Calvo et al., in particolare Frontiere di rete cit., pp.110-182.
(7) Cfr. F. Carlini, Lo stile del web. Parole e immagini nella comunicazione di rete, Torino, Einaudi, 1999.
(8) Sulla nozione di "ipertesto" cfr. G. P. Landow, L 'ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria , a cura di P. Ferri, Milano, Bruno Mondadori, 1998 e il sito www.merzweb.com/ipertesti/, contenente materiali e link utili per il workshop su Ipertesti e complessità ipertestuale. Teoria e ridefinizione delle pratiche di scrittura, a cura di G. Roncaglia (Dipartimento di Storia dell 'Università di Firenze, 11-12 giugno 1999).
(9) Cfr. G. Deleuze, Capitalisme et schizophrénie 2. Mille plateaux, Paris, Minuit, 1980, pp. 9-37; vedi infra, 2.
(10) Cfr. G. Roncaglia, Oltre la cultura del libro?, in "Iter. Scuola, cultura, società", anno I n. 2, maggio-agosto 1998, pp. 24-30 ; anche in www.merzweb.com/ipertesti/iter.htm.
(11) "Eliohs intende offrire, in versione integrale ed in formato html, classici della storiografia moderna, opere di metodologia e di teoria storiografica, testi di erudizione, letteratura di viaggio, letteratura storiografica relativa allo sviluppo della cultura scientifica ed economica, documenti biografici relativi alla vita di importanti figure di storici, manuali ed opere che documentano l'evoluzione della didattica storiografica in età moderna. L'obiettivo dei responsabili di questa iniziativa è di fornire testi affidabili per la consultazione, con particolare attenzione alla didattica umanistica universitaria, e, al tempo stesso, di offrire strumenti utili alla ricerca relativa alla storia della cultura europea in età moderna, mediante la riproduzione elettronica di materiale bibliografico raro, l'indicizzazione di importanti collezioni di memorie accademiche o di periodici scientifici (con particolare riferimento ai secoli XVII, XVIII e XIX), l'edizione di statuti e di altro materiale documentario relativo alla vita di accademie e di società letterarie, scientifiche o antiquarie".
(12) Cfr. il Quaderno "Filosofia Moderna": www.swif.uniba.it/lei/filmod/homefm.htm, a cura dello scrivente.
(13) Cfr. L. Floridi (a cura di), Filosofia e informatica, Atti del primo convegno italiano su IT e multimedia applicate alla filosofia, Torino, Paravia, 1996 e G. Amadori-F. Lanzoni, Filosofia on line, Milano, Alpha Test, 2000.
(14) A titolo d 'esempio cfr. per gli archivi, il sito di testi della letteratura clandestina a cura di G. Mori: www.vc.unipmn.it/~mori/e-texts/; ee il sito del Lessico Intellettuale Europeo del CNR: www.cnr.it/CSLIE; per i forum, il sito diretto da F. Stella: www.quaestio.net.
(15) "Il proprietario del supporto di un 'opera dello spirito, per il solo fatto di possedere tale qualità non è titolare dei diritti di propietà intellettuale su questa stessa opera" (ibidem).