Il sogno di Medea
Apollonio Rodio 3.616 ss.
Un sonno profondo riposava dai suoi dolori 616
Medea, distesa sul letto. Ma la turbavano sogni terribili,
ingannatori, come succede a chi è in preda allangoscia.
Le sembrava che uno straniero affrontasse la prova
non per il desiderio di portare via il vello doro, 620
che non per questo fosse venuto alla reggia
di Eeta, ma per portarla nella sua casa
come legittima sposa. E vedeva se stessa
lottare coi tori e sconfiggerli agevolmente;
ma i suoi genitori mancavano alla promessa, 625
dicendo che non a lei avevano dato lincarico
di aggiogare i tori, e tra gli stranieri e suo padre
sorgeva una lite insanabile. Entrambe le parti
si rimettevano a lei: sarebbe stato ciò che sceglieva il suo cuore.
E lei sceglieva subito: lasciava i suoi genitori 630
per lo straniero. Loro, li prese un immenso
dolore e diedero un grido dira furente.
Sparve il sonno a quel grido e balzò su tremando
per la paura e guardò intorno i muri della sua stanza:
a stento riprese fiato nel petto, e gridò: 635
Me infelice, quale terrore mha dato il sogno angoscioso! ~ Verg. Aen. 4.9
Temo che da questo viaggio sorga unenorme sciagura.
Palpita per lo straniero il mio cuore. Là, nella sua patria lontana,
sposi una donna greca: io devo darmi pensiero
della mia vita di vergine, della casa dei miei genitori. 640
Tuttavia voglio crearmi un cuore che sia pronto a tutto
e non restare più sola, ma tentare, se mai mia sorella
mi chiesa aiuto in questo frangente, temendo per i suoi figli.
Sì, questo potrebbe spegnere dentro il mio cuore la pena.
Disse, e si alzò dal letto, e aprì di colpo la porta, 645
vestita della sola tunica e a piedi nudi:
voleva vedere Calciope subito, e varcò la soglia
del cortile, ma poi lungo tempo restò nel vestibolo
[Medea esita e piange]
Dimprovviso la vide una giovane ancella venuta in quel punto, 664
una sua serva, e lo riferì a Calciope 665
subito: essa sedeva tra i figli pensando
al modo come poteva persuadere Medea.
Ma diede retta allancella quando udì da lei
la parola inattesa. Stupita si slanciò dalla sua camera 670
nella camera dove, preda dangoscia, la giovane
sera butatta sul letto e si straziava le guance.
Come vide gli occhi inondati di pianto, così le disse:
[Calciope chiede a Medea perché pianga]
Così disse, e le guance di lei arrossirono. Voleva rispondere, 681
ma la trattenne a lungo il pudore di vergine.
Le parole le fiorivano talvolta alla punta
della lingua, talvolta piombavano in fondo al petto,
e spesse volte correvano sulla bocca soave, 685
ma non diventavano suono. Finalmente parlò, con inganno,
poiché la sconvolgevano gli impulsi arditi damore:
Il mio cuore, Calciope, si turba per i tuoi figli,
che ben presto mio padre non li uccida con gli stranieri.
Poco fa, in un brevissimo sonno, ho veduto 690
sogni luttuoso; che un dio non li lasci compiersi,
che tu non abbia un dolore terribile per i tuoi figli!
[Risposta di Calciope]
Così disse, e, mentre parlava, scendeva un pianto dirotto, 705
e, a terra, le abbracciava con la mano i ginocchi.
Chinarono insieme il capo sul petto, ed entrambe intonarono,
luna accanto allaltra, i lamento; Attraverso la casa
si levò il suono soffocato dei loro dolori. 709