SERGIO CASALI

ALLE ORIGINI DELLA POESIA EPICA LATINA:
GLI ANNALES DI ENNIO E LA LORO INFLUENZA



NOVITA’ (20/07/01)
Avendo notato che alcuni di voi trovano difficoltà nell’interpretazione dell’apparato critico dell’edizione Skutsch, ho provveduto a creare un file in cui tale apparato viene minuziosamente esaminato e spiegato: quindi ora avete questa spiegazione dell’apparato critico di Skutsch, che spero possa chiarirvi ogni dubbio.

Ho inoltre aggiunto:
(i) una scheda sul frammento vi (desunt riuos camposque remanant), che pure mi è sembrato creare difficoltà.
(ii) una scheda sul frammento xi (Latos per populos…).
(iii) una scheda sul frammento xii (Quom ueter occubuit…)




COMUNICAZIONI SUGLI ESAMI
Il prossimo appello sarà il 25 settembre; poi 8 e 23 ottobre.

NB: se qualcuno non capisce più i suoi appunti, o ha qualche dubbio su qualche passo di Ennio, o su qualsiasi altra questione che si è trattata nel corso, PRIMA DI VENIRE ALL’ESAME MI MANDI UN MESSAGGIO E-MAIL PER CHIEDERE CHIARIMENTI! (a casali@uniroma2.it, o ancora meglio a turnus@libero.it).




LINKS CLASSICI
Per iniziare, consultate questa ottima guida (in italiano) alle
risorse informatiche per lo studio dell’antichità classica.


lezione 1 (ma 20 febbraio 2001)
Introduzione
: la vita di Ennio (239-167 a.C.); rapporto con il patrono M. Fulvius Nobilior.
Gli Annales: 18 libri raggruppati in triadi; argomento e sommario degli Annales; cenni sui caratteri generali dell’opera. La novità dell’esametro al posto del saturnio.
Introduzione all’edizione di Otto Skutsch.
fotocopie consegnate:
(1) sommario degli Annales, e del libro I. (1 foglio)
(2) testo dell’ed. Skutsch, libro I frr. i-x (pp. 70-71). (1 foglio)


lezione 2 (me 21 febbraio 2001)
Riepilogo e ulteriore spiegazione dell’apparato critico dell’ed. Sk.
(schema dell'esametro; cesure)
Ann.1: l'invocazione alle Muse. Lettura dei testimoni (Varrone, LL e RR; Serv.). Il primo o il secondo (Sk.) verso del poema? Rapporto con Hom. Od. 1.1 (allitterazione m-p-m-p).
fotocopie consegnate:
(3) testimoni dei frr. i-x del libro I. (3 fogli)


lezione 3 (gi 22 febbraio 2001)
Ancora su Ann. 1. Le Muse greche sostituiscono le Camene di Livio Andronico e (probabilmente) Nevio (cf. Liv. Andr. fr. 1 M.; Naev. fr. 1 M. + epitafio): significato letterario di questa scelta. L'introduzione delle Muse negli Annales, e l'introduzione del culto delle Muse a Roma per opera del patrono di Ennio, M. Fulvius Nobilior nel 187 o nel 179 a.C.: il tempio di Hercules Musarum. Connessioni pitagoriche del culto di Ercole in associazione alle Muse.
Discussione di Ann. 487 Musas quas memorant nosce nos esse Camenas. Il testo: nosce (con -e lunga!) nos o nosces nos (Jordan)? Perché Skutsch ipotizza una sua collocazione nel libro XV: nel libro XV trionfo di Fulvio e probabilmente storia delle Muse trasferite da Ambracia a Roma; in quell'occasione, sappiamo che Fulvius trasferì anche una aedes Camenarum. Quindi, non stona alla fine una qualche ‘apertura’ di Ennio alle Camene. Vahlen poneva invece il fr. all'inizio del poema (Ann. 2 V.). Diversa interpretazione sintattica del frammento di Sk. e V. Probabilmente ha ragione Sk.: sono le Muse/Camene a pronunciare il verso; cf. le Muse che informano il poeta nel libro 1 degli Aitia di Callimaco.
fotocopie consegnate:
(4) brani sul sogno di Ennio (3 fogli).
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lezione 4 (ma 27 febbraio 2001)
Ancora su Ann. 487 Sk.: lettura della testimonianza di Varrone, LL 7.26; problema testuale, e intervento risanatore di Pomponius Laetus (ed. LL Roma, 1471/72).
Riepilogo dei modelli greci dell’invocazione alle Muse di Ennio:
1) Od. 1.1 Andra moi ennepe, Mousa, polytropon hos mala polla…, “cantami, o Musa, l’uomo dal muiltiforme ingegno che molto…”;
2) Il. 1.1 Menin aeide, thea… “cantami, o dea, l’ira funesta del Pelìde Achille…”;
3) Hes. Theog. 1 ss.: prima parola Mousaon (idea delle Muse che danzano);
4) Hes. Erga 1: prima parola Mousai: “O Muse Pierie, che date la gloria col canto, / venite qui, cantate Zeus, inneggiando al padre vostro, per opera del quale gli uomini mortali sono del pari oscuri ed illustri, noti ed ignoti, per volontà del grande Zeus”.
5) Hes. Eoiai 1-5 “Ed ora la stirpe delle donne cantate, o dagli accenti soavi / Muse dell’Olimpo (Mousai Olympiádes), progenie dell’egìoco Zeus, / (delle donne) che in quel tempo erano le più prestanti e le più belle sulla terra, / e sciolsero la cintura virginale ed a causa dell’aurea Afrodite unendosi agli dèi generarono figli dall’aspetto divino”.
6) Il. 8.443 magnum… pedibus… Olympon: “Intanto Zeus vasta voce sul seggio d’oro sedeva, e il grande Olimpo sotto i suoi piedi tremò”, hupò possì mégas pelemízet’ Ólympos.
7) Il. 2.484 quae… Olympum: primo verso dell’invocazione alle Muse prima del Catalogo delle Navi: “Ditemi adesso, o Muse, che abitate l’Olimpo”.
Idea che Ennio trasporti le Muse omeriche (magnum… Olympum: nesso e concetto omerico: per il nesso “grande Olimpo” cf. per es. Il. 8.443; e per l’idea “Muse + Olimpo”, vedi Il. 2.484) sul monte di Esiodo (motivo del “danzare” sul monte [ma Helicona!], che viene dall’inizio della Teogonia).
Il sogno di Ennio (Ann. I frr. ii-x Sk.). Lettura e traduzione preliminare dei frammenti ii-x. Ennio si presenta come il nuovo Omero: l’anima di Omero è reincarnata in lui. Con una specie di paradosso: Ennio si presenta come Omero reincarnato in una scena che è assolutamente non-omerica, ma che è invece ispirata alla scena di iniziazione poetica che apriva la Teogonia di Esiodo. Lettura (in traduzione italiana) di Hes. Theog. 1-8, 22-34: invocazione alle Muse che danzano sul monte Hélikon (Elicòna); menzione della fonte Hippokréne, e dei fiumi Perméssos e Olméios (dove si bagnano le Muse). Poi (22 ss.): le Muse parlano a Esiodo mentre pascola gli agnelli sul monte Hélikon; allocuzione delle Muse al poeta; dono di uno scettro (un ramo d’alloro) e di voce divina con cui cantare la genealogia degli dèi.
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lezione 5 (me 28 febbraio 2001)
Continua lettura dei modelli greci di Ennio: il proemio degli Aitia di Callimaco. (a) Invettiva contro i Telchini e epifania di Apollo. (b) Il sogno di Callimaco.
Rielaborazione del proemio degli Aitia in Virgilio, Ecl. 6: il “proemio al mezzo” con la recusatio e l’epifania di Apollo Cynthius (significato dell’epiteto); Sileno canta l’iniziazione poetica di Cornelio Gallo sull’Helicona: Gallo errante sulle rive del Permesso, portato sul monte e accolto dalle Muse e da Lino, il dono della zampogna di Esiodo, l’invito a narrare l’origo del “bosco grinèo”.
(La carriera poetica di Virgilio. La figura di Cornelio Gallo, fondatore del genere elegiaco a Roma).
Inizia lettura della selezione di brani sul sogno di Ennio: Lucrezio, 1.112-30. (Cenni sul De rerum natura di Lucr.). La concezione enniana dell’anima, ‘compromissoria’ tra la teoria pitagorica della metempsicosi e la teoria omerica dell’Ade.
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lezione 6 (gi 29 febbraio 2001)
Esercitazioni di prosodia, metrica, e morfologia.
La scansione dell’esametro. Sillabe chiuse (sempre lunghe) e sillabe aperte (lunghe o brevi a seconda della quantità della vocale che contengono). Criteri pratici per capire la lunghezza delle sillabe aperte: per es. guardare nel vocabolario; pensare alla pronuncia delle parole in prosa; memorizzare quantità delle desinenze.
Le leggi dell’accento latino.
L’apofonia latina. Come leggere i paradigmi dei verbi (es. perficio).
Radice, vocale tematica, suffissi, desinenze.
I modi di formazione del perfetto: (1) ad alternanza vocalica (di tipo quantitativo e/o qualitativo: es. fugio: fugi; facio: feci), (2) in -ui (-vi): es. laudo: laudavi; moneo: monui, impleo: implevi; (3) sigmatico (in -si): es. duco: duxi; (4) a raddoppiamento: es. cano: cecini.
Per approfondire: A. Traina-G. Bernardi Perini, Propedeutica al latino universitario, cap. 3 (La quantità e l’accento), cap. 4 (Problemi di fonetica), cap. 5 (Problemi di morfologia). [in programma!]
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lezione 7 (ma 6 marzo 2001)

Continua lettura di Lucrezio 1.112-30. (Scansione metrica di alcuni esametri).
L’episodio di Eracle in Hom. Od. 11.601 ss. quale antecedente della concezione enniana di compromesso tra visione pitagorica e visione tradizionale dell’Oltretomba: nell’Ade Odisseo incontra Eracle, ma solo il suo éidolon (“immagine”); “lui” sta nell’Olimpo a banchettare con gli altri dèi.
Lucr. 1.122 permaneant (codd.) o permanent (corr. Politianus)? La pseudo-etimologia di Manes da manare sostiene la congettura permanent, che in questo contesto allude appunto a questa etimologia.
Fest. 114 manes deos deasque quod... ab inferis ad superos emanant.
Paul. Fest. 115 manalem lapidem... ostium Orci per quod animae inferorum ad superos manarent.

L’espressione simulacra modis pallentia miris e la sua fortuna in Virgilio che conferma l’ipotesi che la frase originariamente fosse in Ennio.
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lezione 8 (me 7 marzo 2001)
Ancora sull’autoepitafio di Ennio.
Completata lettura e traduzione di Lucr. 1.112-30.
Altri brani sul sogno di Ennio: Hor. Epist. 2.1.50-52.
Properzio 3.3. Sommario dell’elegia.
(Metrica: il distico elegiaco.)
Lettura e commento di Prop. 3.1.1-4. La tessitura allusiva del verso 1: Esiodo, Ennio, Callimaco, Virgilio (Ecl. 1.1). 3.1.2: hiscere “aprire la bocca (con l’intenzione di cantare)”; uso transitivo senza paralleli. reges come rimando callimacheo (Aitia fr. 1.3-5 Pf.). I re di Alba Longa nella ricostruzione cronologica delle origini di Roma.
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lezione 9 (gi 8 marzo 2001)
Lettura e commento di Prop. 3.3.5-12. parva ora vs magnis fontibus. cecini o cecinit? il problema della cronologia del trionfo di “Emilio” (3.3.8). La trasposizione 8-12 accettata da Skutsch.
La bevuta di Ennio. Bevitori d’acque e bevitori di vino.
Il duello tra Horatii e Curiatii.
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lezione 10 (ma 13 marzo 2001)
Continua analisi del catalogo di temi enniani in Prop. 3.3.7-12.
(1) Curios fratres et Horatia tela: il duello tra Horatii e Curiatii nell’edizione di Skutsch: libro II frr. vi-viii (121-23).
Arcaismi: quianam (=cur, quidnam), quamde (=quam), occasus (‘occasione’).
Il fenomeno metrico della ‘s caduca’.
(2) regiaque Aemilia vecta tropaea rate: il trionfo di Aemilius Regillus per la vittoria contro la flotta siriaca a Myonnesus nel 190 a.C. — descritto però da Properzio con parole che alludono al più famoso trionfo navale di L. Aemilius Paulus del 167 a.C. (per la vittoria di Pidna del 168). (continua)
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lezione 11 (me 14 marzo 2001)
Conclusione della discussione del catalogo di temi enniani in Prop. 3.3.
(3) victricisque moras Fabii: Fabio Massimo il Temporeggiatore.
(4) pugnamque sinistram / Cannensem: la disfatta di Canne.
(5) et versos ad pia vota deos: la riconciliazione di Giunone.
(6) Hannibalemque Lares Romana sede fugantis: Roma salvata da Annibale nel 211 a.C.
(7) anseris et tutum voce fuisse Iovem: il Campidoglio salvato dalle oche durante l’invasione gallica del 390 circa a.C. Quale versione in Ennio?
Traduzione di Prop. 3.3. 13-24 (qui la traduzione di Prop. 3.3)
(links in costruzione)
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lezione 12 (gi 15 marzo 2001)
Seminario delle signore Paola Benigni e Leonalba Lauria, sulla polemica tra Enrico Livrea e Sebastiano Timpanaro a proposito delle lacrime di Omero nel sogno di Ennio (fr. iv Sk.). E. Livrea, “Ennio e le lacrime di Omero,” Rivista di Filologia e Istruzione Classica 118 (1990) 33-42 (Paola Benigni); S. Timpanaro, “Ancora su Ennio e le lacrime di Omero,” RFIC 119 (1991) 5-43 (Leonalba Lauria).
Si riprende la lettura dei brani sul sogno di Ennio: il prologo delle Satire di Persio.
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lezione 13 (ma 20 marzo 2001)
Brani sul Sogno: Persio Sat. 6.9-11 e scholia ad loc. La questione di Pers. 6.9 ‘Lunai portum est operae cognoscite ciues’, / cor iubet hoc Enni…’. A proposito di Pers. 6.11 pavone ex Pythagoreo, discussione di Ann. I fr. **ix (11=15 V.) memini me fiere pauom (dal discorso del simulacrum di Omero ad Ennio).
Arcaismo: fiere invece del classico fieri.
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lezione 14 (me 21 marzo 2001)
Sogno: i frammenti provenienti dal discorso di Omero a Ennio.
Fr. **v (4=8) O pietas animi.
Fr. vi (5 = 69) desunt riuos camposque remanant, “…abbandonano (vengono meno) e rifluiscono nei rivi e nei campi”.
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lezione 15 (gi 22 marzo 2001)
Fr. **vii (6-7 = 13-14) terra<que> corpus / quae dedit ipsa capit neque dispendi facit hilum.
Fr. **viii (8-10 = 10-12) Oua parire solet…
(links in costruzione)
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lezione 16 (ma 27 marzo 2001)
Il fr. I xi Latos <per> populos res atque poemata nostra / <… clara> cluebunt. Discussione del testo tràdito della fonte (Incert. de ult. syll. IV p. 231 GL). L’allusione in Lucr. 1.119. L’interpretazione di Skutsch (con la congettura cluebunt), e quelle di Friedrich Leo e di Timpanaro (che conservano entrambi il tràdito cluebant). La distinzione terminologica tra poema e poesis (Timpanaro). Il topos della previsione di immortalità per la propria poesia: Orazio, Ovidio, Lucano.
La diversa sistemazione metrica di Scevola Mariotti (accettata da Timpanaro, con cluebant): nam latos <per> populos res / atque poemata nostra cluebunt <clara…
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lezione 17 (me 28 marzo 2001)
1a ora: Riepilogo dellla discussione sul fr. xi Latos <per> populos…
2a ora: Prima lezione sulla storia della leggenda delle origini troiane di Roma. (link in costruzione)
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lezione 18 (gi 30 marzo 2001)
1) Introduzione al libro 12 dell’Eneide: l’intertestualità omerica (Enea/Achille vs Turno/Ettore; Pallante/Patroclo) e il problema dell’uccisione di Turno da parte di Enea.
2) seminario della signora Chiara Rossi su Denis Feeney, “The Reconciliations of Juno,” Classical Quarterly 34 (1984), pp. 179-94 = S. J. Harrison (ed.), Oxford Readings in Vergil’s Aeneid, Oxford 1990, pp. 339-62.
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LE LEZIONI SONO STATE SOSPESE PER DUE SETTIMANE, perché sono stato a fare conferenze negli Stati Uniti (Harvard, Columbia, Madison, Boulder).


martedì 17 aprile.
La lezione non si è svolta. Mi scuso con le studentesse presenti: sono arrivato in ritardo (alle 11:40 circa) perché, partito colpevolmente di casa (Trastevere) all’ultimo minuto, sono rimasto intrappolato nel traffico dopo che ho trovato chiusa l’Appia Antica (probabilmente a causa del crollo delle Mura Aureliane). Con il cellulare ho avvisato del ritardo la segreteria del Dipartimento, che a sua volta ha avvisato la Portiera, la quale dice di essere venuta all’Aula 10 intorno alle 11:15 per avvisare gli studenti che la lezione sarebbe iniziata in ritardo, non riuscendo però a trovare nessuno. Tre o quattro di voi erano tuttavia nel corridoio che aspettavano (come mi ha in seguito detto la signora Uccellini), e purtroppo non sono state individuate dalla portiera: con queste studentesse, che erano valorosamente venute a lezione nonostante l’atmosfera semifestiva, mi scuso per il disguido e per il disagio arrecato.
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lezione 19 (me 18 aprile 2001)
Continuazione del discorso iniziato me 28/03 storia della leggenda delle origini troiane di Roma. (link in costruzione).
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lezione 20 (gi 19 aprile 2001)
Inizia analisi dei frammenti relativi alla narrazione della partenza di Enea da Troia (libro I frr. xii-xvi Sk.).
Fr. **xii 14 (17) Quom ueter occubuit Priamus sub Marte Pelasgo.
veter veteris e vetus veteris. Formazione dei superlativi nella lingua latina: cenni di morfologia storica.
Pelasgus = ‘greco’. Il problema dei Pelasgi.
Inizio analisi del fr. xiii.
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lezione 21 (ma 24 aprile 2001)
Fr. **xiii 15-16 (18-19) Doctus†que Anchisesque Venus quem pulcra dearum / fari donauit, diuinum pectus habere.
Il fr. è tramandato diversamente dai due testimoni (Probus, Verg. Buc. 6.31; Schol. Veron. Verg. Aen. 2.687). Diversa ricostruzione del fr. secondo Skutsch, e secondo Timpanaro (accolta da Mariotti).
Fr. xiv 17 (20) face uero quod tecum precibus pater orat. Probabilmente dal discorso di Anchise stesso (pater “io, tuo padre”) a Enea, per convincerlo a salvarsi abbandonando Troia in fiamme invece di sacrificarsi combattendo per la patria. Anchise avrà ricordato profezie di Venere e/o profetizzato per suo conto (per questo probabilmente introdotto dalla voce narrante col fr. xiii che ricorda le capacità divinatorie di Anchise). Ma Enea è irremovibile nonostante le preghiere del padre, e allora interviene personalmente Venere (i frr. successivi).
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lezione 22 (gi 26 aprile 2001)
Venere in persona scende dall’Olimpo per convincere Enea a lasciare Troia:
•fr. xv 18: il viaggio di Venere
•fr. xvi 19: l’arrivo di Venere.
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lezione 23 (me 2 maggio 2001)
Informazioni date ad Enea (da Venere) circa la meta del suo viaggio:
•fr. xvii 20: l’Hesperia.
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lezione 24 (gi 3 maggio 2001)
Continuano le informazioni:
•fr. xviii 21: la terra di Saturno. Digressione sulla storia di Saturno nel Lazio.
La leggenda di Saturno nell’Eneide (specialmente libro 8)
[Solo 1a ora; la 2a ora devo smettere per il mal di gola che mi impedisce di parlare. In uno di questi giorni si è anche tenuta un’ora di lezione sul libro 12 dell’Eneide, in particolare sul brano iniziale, il colloquio tra Turno, Latino e Amata, con i suoi modelli omerici (Iliade 22); il rossore di Lavinia]
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lezione 25 (ma 8 maggio 2001)
Gli antichi abitatori del Lazio:
•fr. xix 22: i Prisci Latini.
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lezione 26 (me 9 maggio 2001)
La genealogia e la leggenda di Saturno nel Lazio:
•fr. xx 23-24: Saturno figlio di Caelus.
•fr. xxi 25: Titanus (il fratello maggiore di Saturno) imprigiona Saturno.
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lezione 27 (gi 10 maggio 2001)
Dall’arrivo dei Troiani nel Lazio all’educazione di Romolo e Remo (xxii-xliv): inquadramento generale dei frammenti da xxii (preghiera di Enea al Tevere all’arrivo nel Lazio) e xliv (i gemelli Romolo e Remo vengono allevati dal pastore Faustolo).
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lezione 28 (me 16 maggio 2001)
L’arrivo di Enea nel Lazio. Fr. xxii 26 Teque pater Tiberine tuo cum flumine sancto.
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lezione 29 (gi 17 maggio 2001)
Incontro tra Enea e il re di Alba: i frammenti sulla genealogia di Enea:
•ancora fr. xxiii 27 (Atlante) Qui caelum uersat stellis fulgentibus aptum .
•
fr. xxiv 28-29 Assaraco natus Capys optimus isque pium ex se / Anchisen generat.
Dal discorso di Enea al re di Alba? fr. xxv 30 Quos homines quondam Laurentis terra recepit.
La risposta del re di Alba Longa: fr. xxvi 31 Olli respondit rex Albai Longai, e fr. xxviii 32 Accipe daque fidem foedusque feri bene firmum.
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lezione 30 (ma 22 maggio 2001)
Nel cuore della notte: fr. xxviii 33 Quom superum lumen nox intempesta teneret.
Il sogno di Ilia: fr. xxix 34-50.
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lezione 31 (me 23 maggio 2001)
Il sogno di Ilia: fr. xxix 34-50.
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lezione 32 (gi 24 maggio 2001)
Il sogno di Ilia: fr. xxix 34-50.
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